Cronaca

Quando usare l’autocertificazione: se falsa, scattano multe e reclusione

Con il nuovo Dpcm, il Governo ha stabilito sul territorio italiano tre zone di rischio: rossa, arancione e gialla. Con la suddivisione delle aree è tornata anche l’autocertificazione. Ma quali sono i rischi che si incorrono se falsifica il documento?

Un certificato importante come la mascherina

L’autodichiarazione è un modulo fondamentale ai tempi del Covid 19. É un documento che giustifica gli spostamenti degli individui sul territorio nazionale ed è bene guardarsi dall’avere una valida motivazione per farlo. Utilizzare una falsa giustificazione che va al di là delle necessità è considerato un reato. Come mentire ad un pubblico ufficiale. Le multe più frequenti sono quelle amministrative che vanno da 400 a 1000 euro e, se pagate entro cinque giorni dall’irrogazione, l’ammenda viene scontata di un terzo. Si può essere puniti per spostamenti non giustificati, la mancanza di mascherina, la violazione del coprifuoco, delle misure di assembramento o di distanziamento sociale.

Ma quando la denuncia diventa penale?

Come detto precedentemente, l’autocertificazione può essere richiesta e visionata da un pubblico ufficiale, quindi in caso di mancata veridicità si viene accusati di “dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale“. Inoltre, il documento si compila ai sensi dell’articolo 495 del Codice Penale quindi, in caso si dovesse attestare la trasgressione delle regole si rischia la reclusione da uno a sei anni.
Se si è positivi e si viola la quarantena si è colpevoli di epidemia colposa, un reato punito da tre mesi a sei anni di carcere. Chi non rispetta l’isolamento, invece, potrebbe rischiare da tre a diciotto mesi di carcere e una multa da 500 a 5.000 euro. Chi non rispetta l’isolamento fiduciario – in attesa del tampone – o chi è venuto a contatto con un positivo anche attraverso la notifica dell’App Immuni, rischia una multa amministrativa.

Autocertificazione e zone a rischio

Le zone che fanno maggiore uso dell’autodichiarazione sono quella rossa – Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta – e quella arancione – Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria, Puglia e Sicilia. Il coprifuoco su tutto il territorio nazionale è dalle 22 alle 5 di mattina quindi, chiunque si debba spostare per ragioni lavorative, di salute o di urgenza al di fuori di questa fascia oraria deve esibire il documento. Uscire senza l’autocertificazione rischia un’ammenda che va da 400 a 1.000 euro e l’arresto fino a 6 anni.

Chiara Bigiotti

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