Tanti sono stati gli esordi cinematografici che in Italia e all’estero hanno lasciato il segno nella storia del cinema portando sullo schermo quello stile e quelle espressività che hanno contraddistinto le successive produzioni cinematografiche dei registi che l’hanno diretti. Qui di seguito una carrellata di alcuni esordi cinematografici, come ad esempio “Quarto Potere” di Orson Welles, che hanno fatto la storia del cinema.
Quarto Potere, il grande cinema di Orson Welles

Quando si parla di grandi esordi nella storia del cinema non si può non pensare alla portata innovativa e dirompente che ha avuto e che ha “Quarto Potere” di Orson Welles del 1941. All’epoca il grande regista aveva solo ventisei anni ed era riuscito ad avere un contratto per un film con la Rko all’anno con piena libertà creativa dopo il grande successo avuto come speaker radiofonico con “La guerra dei mondi”, facendo credere agli americani che fosse in corso una vera e propria invasione aliena.
Nonostante la giovane età il risultato del suo primo film in cui lavorò come regista, attore e sceneggiatore fu straordinario grazie anche all’apporto di due grandi collaboratori alla sceneggiatura e alla fotografia come Herman J. Mankiewicz e Gregg Toland. In “Quarto Potere” infatti Welles rompe e sovverte tutte le regole cinematografiche dell’epoca sia a livello narrativo che visivo introducendo diverse innovazioni come un uso sperimentale della profondità di campo e del piano sequenza che influenzeranno notevolmente i movimenti e le avanguardie cinematografiche successive.
Visconti e il neorealismo
Negli stessi anni di “Quarto Potere” avveniva in Italia un altro grande esordio cinematografico che segnerà l’inizio del neorealismo italiano. Il film in questione è “Ossessione” di Luchino Visconti del 1943, liberamente ispirato a “Il postino suona sempre due volte” di James M. Cain. In questo lungometraggio, sebbene si senta forte la componente del realismo francese di J. Renoir di cui Visconti fu aiuto regista, si rompe definitivamente con la visione edulcorata del cinema dei telefoni bianchi per riallacciare l’Italia ad una corrente cinematografica nuova. Per la prima volta veniva portato sullo schermo lo scandalo della sensualità e della cruda moralità corrotta con espressività vivida e cruda che causò non pochi problemi a questa pellicola che, distrutta dai fascisti di Salò, riuscì ad arrivare fino a noi solo grazie ad un negativo conservato dallo stesso Visconti.
Il mito della Nouvelle Vague e il cinema di Tarantino
Negli anni 60′ fioriva in Francia la Nouvelle Vague, un movimento cinematografico che voleva rompere con il cinema americano ed europeo dell’epoca favorendo un ritorno al realismo e all’espressività che si contrapponeva all’artificiosità del cinema di quegli anni. Ricordando questa importante corrente cinematografica non possiamo non citare un esordio che non solo è diventato il manifesto della Nouvelle Vague ma anche un pezzo importante della storia del cinema. Il lungometraggio in questione è “I 400 colpi” di François Truffaut. Con questa pellicola infatti si abbandonano gli artifici degli studi cinematografici e si torna a girare in location vere e a raccontare la realtà di un cambiamento portato dai giovani di un epoca dovuto dall’incomprensione della società del tempo e dalla loro inadattabilità al mondo che li circondava.
La nostra carrellata prosegue con un altro grande esordio cinematografico che ha fatto conoscere al mondo la forza del cinema di un grande regista americano come Quentin Tarantino. Nel 1992 l’esordiente Tarantino presentava infatti al Sundance Film Festival il suo primo capolavoro intitolato “Le Iene”. Nonostante il basso budget, i 35 giorni di lavorazione ed una postproduzione durata fino a 3 giorni prima del Sundance, questo film è riuscito a mostrare per la prima volta sullo schermo tutta la potenza del cinema tarantiniano diviso tra violenza, creatività, humour e richiami alla smisurata cultura cinematografica di uno dei maestri del cinema americano contemporaneo.
Paolo Sorrentino, l’uomo in più del cinema italiano
La nostra carrellata si chiude con il cinema italiano e con un altro piccolo grande esordio cinematografico di un regista come Paolo Sorrentino che reso grande ed internazionale il nostro cinema Nel 2001 infatti usciva il suo primo film intitolato “L’uomo in più” che sanciva l’inizio della sua collaborazione con un grande attore come Toni Servillo che qui interpreta uno dei personaggi più riusciti del cinema di Sorrentino come il cantante Tony Pisapia che ritornerà nel romanzo di Sorrentino intitolato “Hanno tutti ragione”. In questa pellicola c’è in maniera grezza tutto quello che diventerà il grande cinema sorrentiniano come lo straniamento dei personaggi, la loro solitudine, la critica e il decadimento dell’universo alto borghese e la riflessione amara sulle conseguenze del successo e del fallimento.
Stefano Delle Cave
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