Cinema

“Quarto Potere”, il mito del cittadino Kane di Orson Wells

Quarto potere” è il capolavoro leggendario realizzato da Orson Wells a soli 26 anni. Un lungometraggio definito dall’Amercan Film Institute il miglior film americano di sempre. In realtà questa pellicola è andata oltre l’America scrivendo la storia del cinema mondiale con il suo grande contributo innovativo alla tecnica cinematografica.

Il quarto potere del cinema

Quando Orson Wells scrisse la sceneggiatura di “Quarto Potere” non immaginava certo di realizzare un cult della storia del cinema. Piuttosto credeva di riuscire finalmente a portare sullo schermo il suo primo film dopo l’accantonamento dei suoi precedenti progetti. Invece con questa pellicola Wells va ben oltre, arrivando ad uccidere il cinema classico e ad introdurre quello moderno. Ispirandosi al leggendario pioniere del cinema D.W.Griffith ed alle avanguardie impressioniste ed espressioniste, Wells usa uno stile moderno, all’epoca mai visto prima, per raccontare la storia del miliardario Charles Kane. Ci riesce grazie al lavoro del mitico direttore della fotografia Greg Toland. Questi rende realizzabile il continuo uso innovativo di profondità di campo e piano sequenza richiesti in questo film.

La profondità di campo in Quarto Potere

L’innovazione narrativa

Il colpo definitivo al cinema classico Wells lo da utilizzando un montaggio che rispecchia una narrazione frammentata da continui flashback sul passato di Kane. Un passato che ha segnato dolorosamente la sua fine condannandolo a morire da solo nella sua immensa fortezza Xanadu. L’unico ricordo bello che resta al miliardario è Rosebud, la slitta con cui giocava da bambino. La chiave per lo spettatore per ricostruire il puzzle della dolorosa vita del protagonista offerto da Wells.

La scena di apertura di Quarto Potere

Alcune curiosità sul film


Quarto potere” è ispirato alla vita del magnate del legno e della stampa William Randolph Hearst. Quest’ultimo cercò di impedire a tutti costi che il film circolasse e che fosse menzionato dalla stampa o fosse recensito, scatenando uno stuolo di critiche. Hearst offrì anche alla RKO, la famosa casa di produzione del film, molti soldi affinchè la pellicola fosse distrutta insieme ai negativi. Questo generò un grande insuccesso commerciale ma non impedì al film di aver ben 9 nomination e di ottenere il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Negli anni 50’ questo fu finalmente riconosciuto come un capolavoro. Ha cominciato la sua ascesa fino ad essere considerato dalla National Film Registry come uno dei capolavori da conservare e da trasmettere ai posteri.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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