Gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di attacchi aerei lunedì mattina contro l’Iran, dopo aver annunciato la morte di un altro militare americano. L’Iran ha risposto lanciando un attacco contro il Bahrein, sede della Quinta Flotta della Marina statunitense.

Gli ultimi attacchi hanno dimostrato ancora una volta come, passo dopo passo, Stati Uniti e Iran si siano avvicinati a una guerra totale, mentre l’accordo provvisorio del mese scorso , volto a porre fine definitivamente ai combattimenti, è fallito e il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è praticamente bloccato.

Entrambe le parti hanno preso di mira infrastrutture civili da cui dipendono milioni di persone, mentre il prezzo del petrolio Brent, benchmark di riferimento, è salito lunedì sopra i 90 dollari al barile, alimentando ulteriormente la crisi energetica globale innescata dal conflitto.

All’inizio degli attacchi, una nave ha preso fuoco queata mattina nello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell’Oman, secondo quanto riferito dalle forze armate britanniche. Non è chiaro cosa abbia innescato l’incendio al largo dell’Oman, una rotta che le forze armate statunitensi hanno incoraggiato le navi a percorrere per evitare il controllo iraniano. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, gruppo paramilitare, hanno successivamente affermato di aver preso di mira delle petroliere nello stretto.

Teheran ha reagito colpendo i paesi alleati degli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti sono ancora aperti al dialogo con l’Iran, ma che “devono essere negoziati seri” .«Continueremo a rispondere. Se si aprisse la strada alla diplomazia, se coloro che vogliono fare qualcosa di costruttivo per l’Iran vincessero e prendessero il controllo del sistema, o dei negoziati, sarebbe uno sviluppo molto positivo», ha detto Rubio. «Purtroppo, stasera non ci troviamo in questa situazione».

Domenica le autorità iraniane hanno dichiarato che almeno 50 persone sono state uccise e 517 ferite negli ultimi raid statunitensi. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, 17 militari americani hanno perso la vita.