Golf

Race to Dubai – L’Europa ha il suo Re

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La corsa è finita. Dopo 43 tornei in 31 paesi in giro per il mondo la Race to Dubai elegge il suo Re. “The Race Ends Here” leggono i 50 superstiti arrivati alla fine del cammino… ma solo uno è il Vincitore.

il DP World Tour il torneo di chiusura della Race to Dubai, giocato nella splendida cornice del Jumeirah Golf Estates di Dubai.
In 50 sono arrivati sino a qui per alzare lo scettro più ambito. Il titolo di miglior giocatore europeo. L’anno scorso è stato il nostro Francesco Molinari, ma quest’anno è stato costretto a scendere dal trono. Mai stato in competizione il nostro Chicco. Partiva dalle retrovie dopo un anno con alti e bassi ma soprattutto pochi tornei giocati. Troppo lontano dai primi per poterli intimorire. Caldo e bel tempo hanno accolto i giocatori questa settimana. Un clima ideale quello di Dubai, fattosi bollente dagli score dei fenomeni in campo.

lorenzo-vera
Il francese Lorenzo-Vera, ottimo golfista ancora in cerca della prima vittoria sul Tour
Photo Credits: GulfToday

La cronaca

Il primo giorno nessuno si tira indietro. A sorpresa il Leader è un francese che è ormai un veterano del tour e che quest’anno si è visto sovente lassù, Mike Lorenzo-Vera. Il transalpino si è visto spesso nei primi del leaderboard ma non è mai riuscito a dare la zampata vincente sul tour maggiore. Il putt è caldo, è bollente! -9 dopo 18 buche. Ma siamo alla finalissima e di certo non ci sono giocatori venuti solo a godersi lo spettacolo. Figuriamoci se ti chiami Rory Mcilroy ed un Tour Championship l’hai già vinto quest’anno negli USA. Gioca un golf stellare da tee a green, sbaglia 3 putt sul bordo della buca e chiude con un solidissimo -8. A seguire a breve distanza Jon “Rhambo” Rahm e Tommy Fleetwood.

Il venerdì Lorenzo-Vera stringe i denti ed il suo putt non lo abbandona. È un 69 che lo mantiene leader a 3 colpi da Fleetwood e Rham. Per Rory invece è un risveglio brutale da uno splendido sogno; sbaglia parecchio e finisce sopra il par di 2 colpi.

Moving Day

Il Moving Day è durissimo per i nervi del francese. Finisce in acqua alla 18 ma chiude ugualmente con un par ed un altro 69. Con lui gioca Tommy che firma un bel 70. Nel team davanti lo Spagnolo Rham chiude il giro con un birdie ed un bel 66. Ma la terza piazza è occupata di nuovo, a sorpresa, dal nord irlandese numero 2 al mondo. È 65 per Rory che sembra essersi ripreso dal secondo brutto giorno.
Ma quella che sembra la ripresa è in realtà l’apice del suo “roller coaster”.
Chiude le 72 buche con un 73. Altro giro sopra par che lo elimina dai giochi.

Il Clou però è nell’ultimo flight con un classico dal sapore calcistico. Francia contro Spagna, Lorenzo-Vera contro Rahm.
Lo spagnolo è travolgente e parte con 4 birdie dopo le prime cinque buche. Il francese è impietrito ma non perde il passo grazie anche al gioco pazzo e divertente del giovane Jon. Tira la palla forte ma mai troppo dritta, il nervoso lo fa sbagliare parecchio rimanendo sempre vicino al suo compagno di gioco.

Race to Dubai
Tommy Fleetwood, 2° nella Race to Dubai
Photo Credits: Getty Images

Nel flight davanti ai loro occhi gioca il suddito della regina, che non ha la loro pressione e sa di poter spingere in libertà. Accompagnato da Mcilroy, che ha fatto da spettatore, Fleetwood segna un -7 che porta l’asticella a -18. Score identico all’ iberico e ad un colpo di vantaggio dal transalpino.

La 18 è uno splendido par 5 che Rahmbo gioca con una facilità disarmante. Drive lunghissimo in centro alla pista, ferro 4 nel bunker di destra del green, uscita ottima con palla a poco più di un metro. Mike ha la possibilità di provare un attacco mettendo il secondo in green e provando un insperato putt per l’eagle, che non entrerà. Rham ha un putt per vincere il torneo ed essere il primo spagnolo dopo Severiano Ballesteros a vincere il titolo di miglior giocatore europeo.
Quel colpo non lo sbaglierà.

Race to Dubai
Jon Rahm dopo aver imbucato il putt della vittoria
Photo Credits: Golf Australia Magazine

Qualche calcolo

Jon Rahm è il vincitore del torneo e della Race to Dubai incoronando così, un anno stellare.
Tre vittorie di cui 2 Rolex Series, terzo allo US Open, top ten al Masters e 11esimo all’Open Championship e secondo al BMW Pga di Wentworth. Ha vinto gli ultimi due tornei che ha giocato con una media score totale di -21 (-22 all’Open di Spagna e -19 al DP).

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