Cultura

“Rain, In Your Black Eyes”, un racconto dedicato ad Ezio Bosso

Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. In occasione del suo cinquantunesimo compleanno abbiamo dedicato questa puntata al compianto Ezio Bosso. Per realizzare un testo originale ci siamo ispirati a due famosi brani del grande maestro e compositore come “Rain, In Your Black Eyes”

“Rain in your black eyes”. Questa erano l’unica parola che le venne i mente mentre la pioggia inziava a bagnarla facendo luccicare i suoi occhi neri. Chi passava per strada si domandava cosa cercasse un’esile fanciulla sotto quel tempaccio e con un violino sulla spalla. Eppure Aisha non si curava di loro cercando di trovare piuttosto il suo amico nonostante la pioggia facesse sembrar ovvio che non potesse essere come sempre in piazza. Si fermò improvvisamente chiudendo gli occhi cercando di ascoltar attentamente qualcosa ma nulla. Decise di andare avanti non curandosi della pioggia che s’intensificava sperando che prima poi sbucasse davanti ai suoi occhi. Corse allora lungo via che conduceva alla piazza più vicina mentre i rintocchi di un campanile di una chiesa che la costeggiava annunciavano la mezzanotte. Si fermò mentre l’acqua cominciava a rallentare cercando una piccola luce nella notte ceca

Rain,In Your Black Eyes, un musicista di strada

Rain, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

“Rain in your black eyes” disse Aisha una tarda sera di qualche giorno prima mentre stava ascoltando un brano suonato con una fisarmonica da un insolito artista. Le mani callose e i poveri abiti denotavano quanto fosse un uomo che non doveva aveva aver avuto molta fortuna ma le bellezza di quella melodia attirò Aisha. “Come si chiama il brano è bellissimo”, disse quando lo strano musicista ebbe finito. “Viaggio in fondo al mare”, le rispose.

Mi chiamo Aisha, anche io sono stata in fondo al mare e nonostante si attraccata gli scogli di questo paese mi manca la terra sotto i piedi.. Qui sono solo un’immigrata e nulla più”. “Louis. Allora pianta bene e i piedi per terra iniziando ad amare le persona non aspettandoti che gli altri ti vogliano bene”, disse prima di riprendere a suonare. “Vorrei essere bravo come te ma in conservatorio nessuno mi prende sul serio. Se fossi come te sei ricca”, continuò Aisha interrompendolo. “La cosa più importante è fare felici le persone”, le disse mentre la giovane sorrideva sulle bellissime note di un bolero.

Aisha corse sotto la pioggia spinta solo dal desiderio di rivederlo e non frenata dall’acqua che aveva ripreso a scendere. Una piccola musica interruppe brevemente la frenesia dei suoi movimenti salvo rendersi conto che si trattava solo dello stereo di un auto di passaggio. Aisha si rese conto di essere arrivata in piazza notando tra l’acqua che scendeva una piccola ombra. “Louis”, chiamò improvvisamente ma l’unica cosa che senti era solo il battito di ali di un uccello che volava attraverso l’acqua. Aisha riprese a chiamare nuovamente ma intorno a lei ma ancora nessuna risposta salvo un nuovo battito di ali. Aisha segui l’uccello in volo perdendosi con lo sguardo tra la pioggia ed immaginando al posto dell’uccello di vedere una giacca nera che aveva imparato a conoscere. In quell’istante si ricordò di aver già visto quello stesso uccello di cui si era già persa nel suo volo

Seguendo un uccello

Aisha ritornò con la mente a tre giorni prjma quando vide quello stesso uccello andare verso il campanile della chiesa una sera che era triste e che pensava all’ennesimo sfottò subito al conservatorio mentre si era accesa una competizione per una nuova composizione da consegnare. “E’ bello perdersi i pregiudizi e paure ritrovare il sorriso”, la interruppe Louis notando il suo volto che si era improvvisamente acceso. “A volte credo di essere incapace e di avere difficoltà ad esprimermi con gli altri”, confessò Aisha dietro il suuo apparente sorriso.

“Prova ad essere semplicemente te stessa e non apparire qualcun altro”. Aisha pensò in quell’istante ad una povera immigrata che cercava una vita nuova attraverso la musica ma poi vide dentro di se anche una giovane donna che aveva tanta voglia di cambiare le cose. Cosi risegui quell’uccello alla ricerca di un’ispirazione per unire queste due anime che sentiva di avere dentro.

Corse, corse ancora Aisha per tuta la piazza cercando disperatamente Louis. Avrebbe voluto ringraziarlo perchè quella mattina aveva avuto il plauso dei suoi professori per una composizione sperimentale che aveva scritto in cui la musica mediorientale si mischiava a quella classica. Aveva fatto tutto per essere se stessa come Louis le aveva consigliato. Ora si sentiva appagata e con i piedi per terra. Era pronta a chiedere a Luis una piccola collaborazione se lo avesse rintracciato ma non riusciva a trovarlo. S’immaginò che fosse in pericolo o che qualcuno avesse notato semplicemente la sua musica e lo avesse scritturato. Eppure sentiva il bisogno di parlargli un’ultima volta perchè pensava quanto fosse stato importante quel giorno comunicare qualcosa di se attraverso la musica.

Epilogo

Aisha si girò e si rigirò ancora immaginando nuovamente di sentire la voce e la sua musica di Louis mentre la pioggia finiva di cadere. Qualche secondo dopo il rumore di un auto in sosta che la illuminava con i fari. Aisha sorrise pensando che fosse Luis quando la voce di uno sconosciuto gli disse: “Che ci fai qui con questo tempo ragazzina? Che cosa cerchi?” . “Cerco Louis il musicista con la fisarmonica Un uomo alto con un vestito nero e capelli lunghi biondi”.Beh, non credo che lo troverai” “Perchè?”. “E’ morto da anni in un incidente stradale”, concluse l’uomo allontanandosi. Aisha pianse poi sorrise ad un “sei grande, ti voglio bene” che gli sembrava familiare. Quella fu l’ultima volta che vide Louis mentre scompariva tra la pioggia che aveva ripreso a cadere.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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