Cultura

“The Great Pretender”, un racconto dedicato a Freddie Mercury

Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. In occasione dei 76 anni del compianto frontman dei Queen, abbiamo dedicato il nostro racconto di oggi a Freddie Mercury. Per realizzare un testo originale ci siamo ispirati alla sua vita e alle sue canzoni

La targhetta sulla porta del suo camerino con la scritta “The Great Pretender” era l’unica cosa che gli ricordava di separare la realtà dalla finzione quando sembrava che tutto si mescolasse. Così Giacomo Martini si dava da fare per mettersi alle spalle la sua identità e dare anima e corpo a Freddie Mercury di cui interpretava la parte come leader di una cover dei band dei Queen. Quella sera però era tutto diverso mentre aspettava impazientemente che qualcosa succedesse e che qualcuno si facesse vivo. Fuori la porta del camerino, intanto, sua figlia Carla lo aspettava ricordandogli di continuo che fra poco la band avrebbe dovuto andare in scena. Giacomo si domandò cosa fosse successo se quella persona si fosse presentata e che cosa le avrebbe detto mentre alcuni ricordi cominciarono a girare nei suoi occhi ogni volta che provava un gorgheggio mercuriano.

The Great Pretender, una sera che cambiò tutto

The Great Pretender, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

“I’m the great pretender” usciva dal suo microfono due settimane prima di quella incredibile serata mentre terminava uno dei suoi soliti concerti. Pochi istanti dopo un uomo che doveva avere più o meno quarant’anni suonati gli si avvicinò chiedendogli cortesemente una sigaretta. Era un fan sfegatato dei Queen che sembrava saper tutto su quella leggendaria band compreso il numero di scarpe di ogni singolo componente. “Io sono convinto che Freddie più il tempo passava e più riusciva a far conoscere se stesso andando aldilà dei limiti dello spettacolo e tu fai conoscere veramente te stesso?”, disse lo sconosciuto mentre si erano ritrovati improvvisamente a parlare da soli.

Giacomo non ebbe nemmeno il tempo di rispondere che si ritrovò un bacio sulla bocca. Da un lato avrebbe voluto respingere immediatamente il misterioso uomo ma dall’altro qualcosa era improvvisamente scattato. Giacomo infatti si allontanò ma non poteva immaginare che quella storia sarebbe proseguita fino alle lenzuola. Il pomeriggio di tre giorni dopo era infatti a casa del nuovo amico a domandarsi che cosa avesse fatto e che con che faccia potesse tornare dalla figlia pur non non negando di aver provato un insolito piacere.

Giacomo si guardò attorno per un attimo spaesato alla ricerca del giubbotto di scena preso dal timore che lui potesse tornare e metterlo in imbarazzo. Poi la figlia entrò improvvisamente in camerino richiamandolo. “Cerchi questo papà?”, gli indicò attirando la sua attenzione mentre era di spalle. Giacomo si girò spaventato salvo accorgersi poi che si trattava della figlia. “Ti ricordi quandi lo hai messo la prima volta? La mamma me lo raccontava sempre”, gli disse la figlia passandoglielo. “Si fu era il primo regalo di tua madre ad un serata dei fan dei Queen “, disse Giacomo chiudendo gli occhi. Sarò la tua Mary”, si sentì dire dalla defunta moglie nella sua mente. “Io sono nato per amarti con ogni singolo battito del mio cuore”, le rispose prima di aprire gli occhi sul presente. “C’è una cosa che devi sapere”, disse Giacomo toccando inavvertitamente la mano della figlia, “io..”.Tu?”. “Non ho mai smesso di amare tua madre”, disse Giacomo uscendo dal camerino. Andò fuori cercando di chiudere in un angolo i suoi pensieri quando improvvisamente lui riapparve.

Un amore impossibile

“Antonio il nostro è un amore impossibile che non può esistere secondo natura”, disse Giacomo qualche giorno prima al misterioso uomo che lo aveva conquistato dopo che questi gli aveva fatto una visita a sorpresa in camerino. “Non era così l’altra sera Freddie”, rispose prendendogli le mani. “Freddie? Lo vedi che mi ami solo perchè sono la cover di una celebrità e non Giacomo Martini?”. “Tu mi ami invece?” riprese Antonio, guardandolo negli occhi. “Non è possibile lo sai”, concluse Giacomo guardandosi allo specchio. Non ebbe nemmeno il tempo di girarsi che Antonio lo baciò. Giacomo sentì un fremito strano prendersi lo stomaco mentre stava quasi per cedere quando un rumore fuori dalla porta del camerino lo richiamò all’ordine. “Freddie tra poco siamo in scena”, disse una voce fuori la porta. “Arrivo”, disse Giacomo spostando via Antonio, “vattene prima che ci scoprano”. “Ci rivedremo?”, gli disse Antonio riprendendosi. “Va bene”, rispose sommessamente Giacomo non sapendo se accontentava di più se stesso o il misterioso compagno mentre tornava a guardarsi allo specchio.

“Avevi detto che ci saremmo rivisti”, disse Antonio afferrando la mano di Giacomo dopo che la figlia si fu allontanata per un attimo. “Ti avevo detto che ci saremmo rivisti, non ti ho promesso che ci saremmo rivisti e ora allontanati”.Freddie e Jimmy si amavano perchè io e te non possiamo?”. “Io non sono Freddie, sono solo un imitatore ed è meglio che separiamo adesso”. “Allora stringimi tra le tue braccia e dimmi che lo vuoi davvero”, concluse Antonio. Dopo un abbraccio dato senza il coraggio di guardarlo negli occhi, Giacomo si allontanò verso il palco riprendendo la figlia evitando di voltarsi indietro. In cuor suo una spaccatura si faceva largo che le tenaglie della ragione cercavano di tenere chiuse. “Amo solo te Mary”, disse baciando la foto della moglie e preparandosi entrare in scena con la band mentre sul palco si concludeva un numero di varietà,gli altri mi amano solo perchè sono la cover di una celebrità”.

Epilogo

Oh yes I’m the great pretender (ooh ooh) Pretending I’m doing well (ooh ooh).My need is such I pretend too much , I ‘m lonely but no one can tell”, si ritrovò a cantare Giacomo un’ora dopo. In scena le solite movenze e i sorrisi della figlia ad accompagnarlo. Sembrava stranamente essersi ripreso quando vide Antonio tra il pubblico. Cercò di guardarlo in modo menefreghista e impassibile quando Antonio però si voltò dall’altra parte non riuscì a trattenere una lacrima. Cerco di non far notare niente a nessuno. Solo dopo il concerto chiese alla figlia di aspettarla fuori dal teatro mentre andava a prendere dell’acqua. Giacomo cercò tra la folla lo sguardo del suo amico ma Antonio se ne era già andato via. Giacomo scosse la testa pensando a qualcosa che nei giorni scorsi era cambiato dentro di lui e che ora aveva imparato a riconoscere. Ora che il suo cuore sentiva qualcosa di troppo reale da non potersi nascondere dietro la finzione.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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