Ravenna Festival 2020: I sommersi e i salvati di Fanny & Alexander

La compagnia Fanny & Alexander a Ravenna Festival 2020 porta in scena I sommersi e i salvati, ispirato al testo di Primo Levi

“Quando mi capitava di andare in Germania, la gente notava che parlavo bene il tedesco e io rispondevo che lo avevo imparato ad Auschwitz. A quel punto la maggior parte dei tedeschi taceva. Era troppo imbarazzante per loro ricordare. Al massimo qualcuno diceva che sì, era stata una cosa incresciosa, ma che ora la Germania era diversa, quello era il passato. Nessuno che abbia mai detto ‘Sì, è stato orribile, io stesso sono stato un nazista, poi sono cambiato'”.

RAVENNA FESETIVAL 2020 - I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO
RAVENNA FESTIVAL 2020 – I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO

Lo stile della scuola di Martinelli

E’ lo spettacolo I sommersi e i salvati portato in scena dalla compagnia ravennate Fanny & Alexander ieri sera alla Rocca Brancaleone nell’ambito di Ravenna Festival 2020. Interprete Andrea Argentieri diretto da Luigi De Angelis e ispirato all’omonimo libro di Primo Levi, pubblicato nel 1986. Giocato sullo stile della ri-scrittura che la drammaturgia degli autori provenienti dalla scuola di Marco Martinelli da tempo porta avanti.

RAVENNA FESTIVAL 2020 - I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO
RAVENNA FESTIVAL 2020 – I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO

Pandemia e lager, il passato immerso nel presente

Solo davanti al pubblico, infatti, Argentieri/Levi risponde alle domande dei giornalisti-attori della compagnia che sollecitano i suoi ricordi, le sue letture, i suoi incontri e il suo percorso di chimico e scrittore prestato alla storia per la sua testimonianza sui lager. Lo fanno con domande che partono dal quotidiano appena dispiegatosi con la pandemia. Si deve ascoltare e basta, non c’è niente da guardare se non lui, la cui immagine, anche osservata dalla prima fila, è impalpabile, inconsistente.

RAVENNA FESTIVAL 2020 - ANDRA ARGENTIERI IN I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO
RAVENNA FESTIVAL 2020 – ANDREA ARGENTIERI IN I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO

Non perché Argentieri non abbia presenza scenica ma perché la massima attenzione è sulle parole e sulle pause. E’ il teatro custode della memoria che chiede agli spettatori la stessa attenzione di una lezione dove non si possono prendere appunti, ma solo condividere nel silenzio.

Perché si deve parlare ancora di nazismo e di fascismo

La memoria storica dei lager come necessità di ogni società contemporanea perché il rischio che accada ancora esiste, il confronto tra lager e gulag, i rigurgiti del fascismo nel panorama politico attuale, le sofferenze descritte attraverso un linguaggio esso stesso “imbarbarito” e degradato dalla condizione umana a quella animale. “La lingua tedesca distingue il verbo mangiare essen per gli esseri umani e fressen per gli animali. Ad Auschwitz si usava solo il secondo”.

Il lager come osservatorio del sopravvento degli istinti primordiali

La sofferenza principale, dovuta alla scarsità di cibo, al freddo, alla inadeguatezza del vestiario, azzerava, o meglio, sovrastava ogni altra forma di dolore come la nostalgia per gli affetti lontani, il senso di impotenza, la paura della morte. Eravamo appunto regrediti ad una condizione animale in cui queste emozioni e sentimenti faticavano a farsi spazio, anche se in realtà erano solamente sepolte”.

RAVENNA FESTIVAL 2020 - ANDREA ARGENTIERI IN I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO
RAVENNA FESTIVAL 2020 – ANDREA ARGENTIERI IN I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO

I sommersi e i salvati

Tra i sommersi, la massa di prigionieri incapaci di adattarsi alle condizioni di vita a cui erano sottoposti, tra turni massacranti di lavoro, condizioni igieniche pessime, percosse quotidiane, mentre i salvati, tra i quali lui stesso, chi è riuscito ad obbedire e adeguarsi, sia fisicamente sia mentalmente, a questo inquietante e meticoloso sistema di controllo della resistenza della specie umana. Ma anche grazie alla fortuna che lo ha salvato tante volte dalla morte e che ha affievolito ancora di più la scarsa fede religiosa impartitagli dal padre.

Il teatro come momento pubblico di condivisione della memoria storica

Infine, le due domande inevitabili che accompagnano da decenni la riflessione storica e civile dell’Europa: che meccanismi ci sono alla base dello sviluppo di un sistema così feroce e come evitare che si ripeta? La riposta, ormai la conosciamo. Insinuare l’idea che non tutti gli uomini sono uguali, coltivarla accuratamente come una piantina da far crescere è sempre la base da cui hanno inizio tutti gli stermini della storia. I campi di concentramento nazisti ne sono solo l’apoteosi.

RAVENNA FESTIVAL 2020 - I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO
RAVENNA FESTIVAL 2020 – I SOMMERSI E I SALVATI (C) ZANI CASADIO

Assistere a questo spettacolo è impegnativo. La voluta mancanza di ritmo e di movimento sono una esplicita richiesta di concentrazione, di sacrificio, una chiamata pubblica al silenzio e all’ascolto con maggiore intensità rispetto a quanto di solito si fa davanti a una rappresentazione.

La compagnia Fanny & Alexander

L’attore Argentieri, abitato dal flusso di pensieri e parole di Primo Levi, lavorando su materiale acquisito attraverso le teche Rai, ne ricalca in modo convincente portamento, postura e stile essenziale del linguaggio. Formatosi all’Accademia Alessandra Galante Garrone di Bologna, è protagonista della maratona itinerante Se questo è Levi della compagnia Fanny & Alexander, nata a Ravenna nel 1992, fondata da Chaira Lagani e Luigi De Angelis.

Anna Cavallo

Info e prenotazioni per gli spettacoli di Ravenna Festival: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

.

© RIPRODUZIONE RISERVATA