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Ravens-Bears, cosa abbiamo imparato dalla prima partita della stagione

La prima partita della stagione si è appena giocata. Al “Tom Benson Hall of Fame Stadium”, a Canton, Ohio, si è giocata la prima partita della preseason della NFL. Di fronte, Baltimore Ravens contro Chicago Bears. D’accordo, si trattava di una esibizione, i big non sono scesi in campo e l’intera partita ruotava attorno ai nuovi membri dalla Hall of Fame della NFL. Tuttavia si sono visti spunti interessanti, sui quali vale la pena riflettere.

Il ritorno di RGIII

Robert Griffin III in azione (Getty Images)

Robert Griffin III è tornato ed è apparso in buone condizioni. Senza il tutore al ginocchio, abitualmente indossato in seguito al grave infortunio di cinque anni fa, Griffin è apparso vivace e mobile, a suo agio sia nella tasca che negli scramble laterali. Chiude la prestazione con 7 passaggi completati su 11, 1 td ed un intercetto. Bentornato RGIII!!

Breshad Perriman sui carboni ardenti

Breshad Perriman, #11 (getty Images)

Come già anticipato in un precedente articolo (Chi rischia di essere tagliato fuori dal roster?), Perriman rischiava di scivolare alla posizione nr.4 nella classifica dei wide receiver. Manca la prima ricezione con un movimento goffo ed impacciato, con due saponette al posto dei guanti. Non ci siamo.

Lamar Jackson si presenta

Lamar Jackson (Getty Images)

Il rookie si presenta in campo nel terzo quarto e fa vedere la propria velocità. Accetta in modo un pò sconsiderato i placcaggi avversari, cercando di farsi vedere e di guadagnare pochi  inches in più. Quando viene intercettato, le telecamere inquadrano Joe Flacco e Robert Griffin III sulla sideline che ridacchiano in modo sarcastico. Jackson chiude la prestazione con un misero 4 su 10 e la sensazione che dovrà fare tanta strada.

Le riserve di Trubisky

Mitch Trubisky, #10 (getty images)

I Bears non intendevano ovviamente rischiare Mitch Trubisky, quarterback titolare; peccato che Chase Daniel e Tyler Bray, che si sono alternati in cabina di regia al suo posto, hanno offerto una prestazione sulla linea della mediocrità. I tifosi dei Bears devono fare tutti gli scongiuri possibili, è davvero il caso.

La nuova “helmet rule”

Il fotogramma del primo impatto da “helmet rule” e le perplessità arbitrali (foto dal web)

La regola, introdotta in offseason, afferma che i giocatori non possono abbassare il casco per iniziare il contatto o colpire un avversario con il proprio casco, in qualunque parte del corpo. Le penalità possono variare da una perdita di 15 yard a una multa o espulsione. Nella partita ci sono state tre chiamate arbitrali su questa penalità, tutte contro i Ravens; i giocatori erano molto perplessi, tutti ad allargare le braccia ed a scuotere la testa sconsolati. I commenti dei cronisti della NBC sono indicativi: Al Michaels, in diretta:  ” Bisogna essere dei contorsionisti per evitare questa penalità”,  Chris Collinsworth invece ha replicato: “Vedremo una marea di flag durante la stagione”. La regola, pur realizzata per tutelare la salute dei giocatori, non piace a nessuno.

In sintesi, si ricomincia a giocare. Si riparla di regole, di flag, di intercetti e di touchdown. Si riparla di statistiche, di difesa e di wide receiver. Ma soprattutto, si rivede tutto questo. Dio benedica l’american football.

 

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