La partita svoltasi l’11 marzo 2026 tra Real Madrid e Manchester City si è conclusa con una vittoria schiacciante del Madrid. Nonostante ciò si porta alle spalle una sconfitta che non ha nulla a che vedere con la competizione. L’ambiente calcistico, in cui emergono frequentemente episodi omofobi, sessisti e razzisti, è nuovamente diventato teatro si eventi analoghi. Questa volta la tifoseria del Manchester City ha preso di mira l’allenatore Pep Guardiola con un coro omofobo e legato all’HIV. I video testimoniano la bassezza degli Ultras, ma ad oggi le autorità non hanno ancora preso provvedimenti.

Fuori lo stadio Santiago Bernabéu, a Madrid, prima del calcio d’inizio gli Ultras del Real Madrid hanno intonato un coro rivolto a Guardiola, l’attuale allenatore del City. Le parole esatte sono state: «Oh Guardiola, oh Guardiola, sei così magro, prima era colpa della droga, ora ti si vede a Chueca». Come accennato poco prima, l’accaduto è stato ripreso e documentato da Tancredi Palmeri, giornalista di SportItalia presente allo stadio. Un attacco palesemente omofobo davanti al quale il silenzio della UEFA e del Real Madrid appare, oggi, assordante quanto quei cori.

Perché il coro degli Ultras del Real Madrid rivolto a Guardiola è omofobo?

Due riferimento ugualmente gravi, il primo legato a Chueca e il secondo alla magrezza. Nel primo caso vi è un richiamo al quartiere di Madrid storicamente legato alla comunità LBGT+. Un modo tutt’altro che velato per utilizzare, ancora oggi nel 2026, l’omosessualità come insulto. Il secondo, invece, allude allo stereotipo più violento della cultura omofobica: l’associazione degli uomini gay colpiti dall’HIV alla magrezza.

Oltre l’omosessualità utilizzata beceramente come insulto, viene utilizzata una malattia come arma per umiliare. Infine, come se il tutto non fosse già abbastanza, il riferimento alla droga. Nello specifico, si fa riferimento a un vecchio caso di doping in cui Guardiola fu coinvolto e successivamente scagionato. Il riferimento, come riportato su Gay.it, lascia intendere che dopo l’assunzione di droghe l’omosessualità sia il «naturale decadimento» che ne consegue.

Quanto accaduto pochi giorni fa non rappresenta un caso isolato, né tanto meno sporadico. Non riguarda nemmeno solo i tifosi del Real Madrid o di pochi altri. È un problema radicato e frequente che non solo deve essere contenuto, ma punito ogni qualvolta si verifica. Indipendentemente dalla natura delle intimidazioni o da quelli che ancora vengono sfruttati come insulti, le misure disciplinari volte a sfavorire episodi analoghi devono essere intraprese.

Stefania Cirillo