Due anni fa i Korn pubblicavano The Nothing, un album dai toni oscuro, molto profondo. Ora sono tornati con Requiem, scopriamolo insieme.

Jonathan Davis e tutto il suo tormento ci è stato fatto ascoltare sulle note dei brani di The Nothing, che è stato distribuito ormai da due anni. Il disco, a causa della pandemia, si è un po’ perso nella valanga di notizie di questo periodo, non ricevendo la dovuta attenzione. L’altro lato della medaglia, queloìlo buono, è che i vari lockdown hanno permesso al gruppo di lavorare su nuova musica e sperimentare su dimensioni differenti, che li hanno portati a un risultato totalmente diverso dal progetto precedente.

Non potendo suonare dal vivo, i Korn hanno incanalato le loro energie degli ultimi tempi per dare vita a Requiem, il loro nuovo album. Prodotto da Chris Collier, e realizzato con calma, senza troppe pressioni, la band nu-metal porta in tavola un prodotto molto sensibile, ma che emana una luce abbagliante, diversamente da The Nothing, molto più buio e pesante. Un ritorno al passato a livello di ingegneria del suono, perché il disco è stato registrato su un nastro analogico.

Il penultimo album era frutto di un periodo di grande vuoto per Davis, dovuto alla scomparsa della madre e dell’ex moglie. Il disco quindi uscì fuori come un grido di rabbia, tristezza e frustrazione. Un modo per esorcizzare il lutto, mettiamola così. Dopo lo sfogo, come ogni crisi, arriva il momento di controllo. Requiem: rinascita attraverso il dolore.

Uno dei primi brani, non a caso, si intitola Start the healing, Comincia la guarigione (all’imperativo). Un’invito ad abbandonarsi alle canzoni che stanno per susseguirsi, una dopo l’altra, in una lucida e rinforzata lotta contro le tenebre. Infuria, infuria contro il morire della luce, recita la poesia di Dylan Thomas. E così fa Requiem, in cui non mancano però le sonorità più classiche del gruppo. Stesso sound, con la differenza che adesso è guidato da una rinnovata razionalità, non sbanda più da una parte all’altra, impulsivo e senza controllo. La voce di Jonathan è come Jonathan stesso, segue lo stesso percorso di maturazione.

Se siete curiosi di ascoltare il nuovo album dei Korn, intanto qui sotto vi lasciamo la tracklist:

  1. Forgotten
  2. Let the dark do the rest
  3. Start the Healing
  4. Lost in the Grandeur
  5. Disconnect
  6. Hopeless and Beaten
  7. Penance to Sorrow
  8. My Confession
  9. Worst is on its way

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