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Resident Evil: un infetto tra la folla, la trovata pubblicitaria di Netflix

Di Netflix si possono criticare molteplici aspetti, ma per quanto riguarda la pubblicità e il marketing bisognerebbe soltanto stare a guardare. L’ultima trovata dell’azienda riguarda la promozione dell’ultima serie di loro produzione uscita pochi giorni fa sulla piattaforma e già tra i primi posti delle classifiche dei film e serie più guardati: Resident Evil. Lo stunt pubblicitario ha inscenato un’esposizione blindata di un uomo sottoposto a mutazione in zombie (o “zero”, secondo la serie) da parte della fittizia Umbrella Corporation, multinazionale colpevole di aver innescato l’apocalisse diffondendo il T-Virus. Le scene, disponibili sul canale YouTube di Netflix, sono grottesche e divertenti.

La trasformazione sotto gli occhi di tutti: così Netflix conquista e spaventa i passanti per la serie basata su Resident Evil

Furba trovata pubblicitaria quella di Netflix per Resident Evil, che ha fondamentalmente inscenato la mutazione di un uomo in zombie, imprigionato dietro spesse lastre di vetro, sotto gli occhi dei passanti di una cittadina americana. Vittima di un’esposizione al JOY, di produzione Umbrella Corporation, con i suoi effetti collaterali: mal di testa, sbalzi d’umore, impulsi di rabbia e una fame cannibale e insaziabile, stando ai finti scienziati che hanno preso parte al marketing per la nuova serie. Le reazioni degli spettatori sono impagabili, e vanno dallo stupore di chi non capisce cosa stia succedendo alle risatine di chi già, invece, ha capito tutto.

Netflix non è estranea a buffe e fantasiose trovate pubblicitarie che comunicano un senso di leggerezza e appartenenza degli spettatori alla piattaforma. Menzione d’onore va a “Spelacchio“, nomignolo scherzoso affibbiato al non proprio rigoglioso abete natalizio di Roma, protagonista del Natale 2019, che comunicava tramite Twitter; citiamo anche la più recente pubblicità per Stranger Things 4, un cartellone posizionato davanti la Fontana di Trevi con il ritornello della ormai famosissima canzone di Kate Bush, ma scritto sottosopra; per Altered Carbon, realizzarono una scultura che riproduceva un essere umano clonato e “imbustato”. Praticamente la politica del marketing di Netflix è prendere una freddura o un accostamento fantasioso e farlo pubblicità. Genialità o eccentricità?

Alberto Alessi

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