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“Resident Evil: Welcome to Raccoon City”, la recensione in anteprima

Ci aveva già provato Paul W.S. Anderson a portare sullo schermo cinematografico la saga videoludica di “Resident Evil“. Questa volta, però, l’intenzione è di rendere l’adattamento cinematografico ancora più fedele all’opera originale mettendo gli stessi protagonisti dei videogiochi. Il media franchise horror, prodotto dalla Capcom è stato creato da Shinji Mikami e Tokuro Fujiwara nel 1996. I videogiochi di questa saga sono dei survival horror dove il videogiocatore non deve farsi uccidere dagli zombie.

Trama e cast di “Resident Evil: Welcome to Raccoon City”

Il film uscirà il 25 novembre nelle nostre sale ed è diretto dal regista inglese Johannes Roberts. Quest’ultimo è noto per essere il regista di “47 metri” (2017) ed il sequel “47 metri – Uncaged” (2019). Il cast principale di “Resident Evil: Welcome to Raccoon City” è composto da Kaya Scodelario (Claire Redfield), Robbie Ammell (Chris Redfield), Avan Jogia (Leon S. Kennedy), Hannah John – Kramen (Jill Valentine), Tom Hopper (Albert Wesker), Donal Logue (Brian Irons), Neal McDonough (William Birkin) e Lily Gao (Ada Wong).

La storia si svolge nella tranquilla ed industrializzata cittadina di Raccoon City, un luogo abbandonato, tetro e misterioso. Qui la Umbrella Corporation, una potente azienda farmaceutica, ha compiuto degli esperimenti che hanno portato a delle conseguenze nocive ai cittadini. Un gruppo di sopravvissuti andrà più a fondo sulla questione, non sapendo però che la minaccia è più grande del previsto.

Consigliato ai veri e propri amanti della saga videoludica

Si nota tutto l’amore di Johannes Roberts verso la saga videoludica, ci sono infatti diversi ammiccamenti a “Resident Evil” (1996) e “Resident Evil 2” (1998). Proviamo a pensare alla ragazza zombie investita dal camion, o lo zombie che dopo aver mangiato un civile gira lo sguardo verso il videogiocatore, queste scene sono presenti infatti anche nel film. Soprattutto, però, è l’ambientazione che si rifà ai primi due videogiochi: la Magione Spencer (l’ambientazione del primo gioco) e il Dipartimento di polizia di Raccoon City, apparso per la prima volta in “Resident Evil 2“.

Inoltre, gli stessi scontri tra esseri umani e zombie richiamano particolarmente quelli dell’opera di partenza, specie quando i primi sono in netta difficoltà. Nonostante ciò, Roberts cerca anche di cambiare qualche carta in tavola, soprattutto per quanto concerne il personaggio di Leon, completamente opposto (non solo fisicamente) a quello originario. Ciò che non funziona in “Resident Evil: Welcome to Raccoon City” è la narrazione che risulta molto debole. La Umbrella Corporation avrebbe necessitato di un maggiore approfondimento, così come la misteriosa donna che vive nell’orfanotrofio. Tuttavia, a livello di ritmo e a livello action – horror, il film funziona proprio come un vero fan del videogioco vorrebbe. La stessa Raccoon City, a livello scenografico, è davvero suggestiva e interessante.

Per quanto riguarda i personaggi, nessuno e nessuna di loro lascia particolarmente il segno, ma comunque non sono neanche pessimi e potrebbero migliorare nei possibili sequel. Gli zombie invece hanno sì un make up quasi insolito, ma comunque azzeccato poiché non sono ancora “maturi” del tutto. Infatti, in questo film vediamo il progredire della malattia pass dopo passo.

In conclusione, non stiamo parlando di un film memorabile e se non siete meri fan del videogioco sarà facile storcere il naso. Tuttavia, se amate particolarmente la saga videoludica al punto da sorvolare sui difetti narrativi, allora non perdetevi “Resident Evil: Welcome to Raccoon City“, perché alla fine cerca di dare quello che i fans vogliono. Sarà obbligatorio inoltre rimanere in sala durante i titoli di coda.

Jacky Debach

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