Un giudice dello stato di New York ha respinto le due accuse di omicidio con fini terroristici contro Luigi Mangione, l’uomo di 27 anni accusato dell’omicidio a Manhattan di Brian Thompson, l’amministratore delegato di una nota società statunitense di assicurazioni mediche, UnitedHealthcare. In questo processo statale, che si svolge a New York, dove è avvenuto l’omicidio, Mangione resta accusato di omicidio di secondo grado, una fattispecie che negli Stati Uniti indica un omicidio volontario non premeditato.

Il giudice ha archiviato le accuse legate al terrorismo perché secondo lui non ci sono prove per stabilire che le azioni di Luigi Mangione rispondano ai criteri con cui le leggi dello stato di New York definiscono il terrorismo. In particolare secondo il giudice non può essere dimostrato che abbia agito per intimidire la popolazione, nonostante la sua azione sia stata chiaramente commessa per motivi ideologici, legati a un risentimento nei confronti del sistema assicurativo sanitario statunitense.

Respinta anche l’accusa di omicidio «di primo grado», che secondo la legge americana è quello volontario e aggravato da una puntuale premeditazione. Rimane in piedi, dunque, l’omicidio di secondo grado, definito come volontario ma non premeditato. Il procuratore distrettuale aveva invece sostenuto che si trattasse di una vera e propria esecuzione pubblica «ben pianificata e mirata, destinata a suscitare shock, attenzione e intimidazione».  

Con un’accusa per omicidio di primo grado, la condanna senza attenuanti sarebbe stata la classica «25-to-life», letteralmente da 25 anni all’ergastolo. Se l’accusa diventa di secondo grado, gli viene concessa anche la possibilità di libertà condizionale per buona condotta. 

Mangione a New York è sotto processo anche in un tribunale federale, e in questo filone è molto probabile che i pubblici ministeri richiedano la condanna alla pena capitale. L’accusa in quel caso, infatti, è di omicidio con arma da fuoco, stalking e crimini relativi al possesso di armi. È dal 2004 che, però, nello stato di New York è stata abolita la pena di morte. L’unica condizione che la renderebbe possibile è una condanna capitale votata all’unanimità di tutti i giurati. Basta un solo voto discorde per convertire la morte in ergastolo. 

Il giudice ha stabilito che un’udienza preliminare si terrà il primo dicembre.