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RetroNerd #16 – Bust a Groove

Bentornati a un nuovo appuntamento con RetroNerd, la rubrica che vi fa tornare indietro nel tempo. Continuiamo a parlare di videogiochi musicali (cliccate qui per recuperare il nostro articolo su PaRappa the Rapper) con uno dei titoli per Playstation che mi sta più a cuore: Bust a Groove.

Un po’ di storia

Bust a Groove è un rhythm game per Playstation sviluppato da Metro Graphics e pubblicato da Enix nel 1998.
Il gioco conta ben due seguiti: Bust a Groove 2 e Dance Summit 2001 oltre che una conversione arcade distribuita da Namco e Atlus solo in Giappone.
Il titolo è stato accolto molto bene sia dal pubblico che dalla critica, ricevendo una votazione di quattro stelle su cinque dalla rivista Next Generation.

Bust a Groove Photo credit: web
Copertina del gioco – Photo credit: web

Gameplay

Bust a Groove, come abbiamo già detto, è un videogioco musicale dal gameplay abbastanza intuitivo. Il giocatore deve semplicemente premere a tempo i tasti che compaiono sullo schermo, cercando di eseguire quante più combo possibili e di battere l’avversario. Accumulando punti si sbloccheranno nuove combo ancora più potenti.
Il giocatore si ritroverà all’interno di una dance battle in cui, in determinati momenti, sarà possibile anche scagliare degli attacchi speciali contro l’avversario per fargli perdere il ritmo e bloccarlo per un po’ di tempo.
I personaggi giocabili sono ben quattordici, dieci giocabili da subito e quattro sbloccabili, ognuno con la sua colonna sonora unica e con uno specifico stile di ballo.
La colonna sonora è curata dalla casa discografica giapponese Avex Trax ed è composta, infatti, da quattordici canzoni, una per personaggio.
Il titolo prevede anche una modalità multiplayer, decisamente divertente in compagnia, ma anche la single player riesce ad offrire un buon livello di sfida.

Bust a Groove Photo credit: web
Un assolo durante la partita – Photo credit: web

Censura

Come tantissimi altri titoli, Bust a Groove non è arrivato nel nostro paese identico alla versione originale, ma sono stati apportati dei cambiamenti.
Oltre alle censure della N word in alcune canzoni, nella versione occidentale sono spariti elementi come sigarette, fiaschette e riferimenti all’alcol.
Il personaggio di Hamm, inoltre, nella versione giapponese ha uno stile di tipo ganguro (particolare maniera giapponese di vestirsi e truccarsi, contraddistinta da una marcata abbronzatura creata con il makeup), mentre nella versione occidentale lo stile è stato reso molto più caucasico.

Bust a Groove Photo credit: web
Hiro (destra) senza la sigaretta in bocca – Photo credit: web

Curiosità

Il titolo originale del gioco è Bust a Move: Dance & Rhythm Action, ma è stato cambiato a causa del nome americano di Puzzle Bobble, che è proprio Bust a Move.
Altra curiosità è il fatto che del gioco, in Giappone, sono state prodotte due versioni.
La prima è quella che tutti conosciamo, con solamente il disco del gioco, mentre la seconda è la Premium e contiene due dischi. Inserendo il secondo disco era possibile visualizzare dei filmati sbloccati se era presente sulla memory card un salvataggio di Bust a Groove e se si erano compiute determinate azioni nel gioco. Inoltre, il secondo disco conteneva una versione live-action del gioco, con dei ballerini giapponesi come protagonisti.

Bust a Groove Photo credit: web
Heat vs Kitty-N – Photo credit: web

Questo è un titolo a cui sono decisamente molto affezionata, dato che è quello che mi ha introdotta al mondo dei rhythm game, genere che adesso amo alla follia.
Ricordo che ci giocavo con mia sorella quando eravamo davvero piccolissime, ma la colonna sonora mi è rimasta in testa per anni, finché non l’ho ritrovato e riscoperto da capo.
Decisamente un gioco da recuperare per gli amanti del genere.

RetroNerd torna la prossima settimana con un nuovo appuntamento!

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Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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