Debutto ieri sera del programma Ricomincio da Rai Tre, condotto da Stefano Massini e Andrea Delogu. Tra gli ospiti Alessio Boni
Spezzoni di spettacoli teatrali interrotti dal covid. Il teatro diventa frammento per poter parlare e incontrare gli spettatori in questo insolito format che unisce drammaturgia, commedia, lettura e riflessioni sul covid, che spaziano dal negazionismo alla perdita del lavoro, dalla violenza di genere alla percezione del virus che hanno i più piccoli.
Dpcm, la parola entrata prepotente nel nostro quotidiano
Dpcm. Sono queste quattro lettere diventate così fondamentali nel nostro quotidiano, ad aprire Ricomincio da Rai Tre, la trasmissione della terza rete nazionale che porta il teatro in prima serata, con questo format di quattro puntate condotto da Stefano Massini e Andrea Delogu e registrato al Teatro Sistina di Roma.
Dunque Perché Chiudesti Me?
E’ Massini a snocciolare le combinazioni di parole a cui si presta questa sigla, come ad esempio, riferito alla crisi che sta attraversando il teatro con le restrizioni imposte dall’inverno scorso con il susseguirsi di decreti: Dunque Perché Chiudesti Me?

Ricomincio da Rai Tre, il teatro protagonista in Tv della prima serata
La chiusura dei teatri e la conseguente crisi economica del settore, la mancanza di prospettive, malgrado le molteplici iniziative messe in campo per adeguarsi alle nuove norme, l’imprevedibilità dell’evoluzione della pandemia in futuro, l’impossibilità di pianificare sul lungo termine. Di qui l’idea di riportare il teatro in televisione in prima serata.
Massini: “Ricomincio da Rai Tre è un gesto politico”
“Se non ci fossero state queste 4 lettere non saremmo qui – precisa Massini che poi chiarisce – : non è una trasmissione, è un gesto politico”. Il Dpcm diventa così Dobbiamo Procedere Con Motivazione. Non uno spettacolo ma tanti stralci di lavori per lo più interrotti a causa del Covid, in un cartellone che la Delogu definisce “talmente vario da sembrare pazzo”.
Si parte con la poetica coreografia di Virgilio Sieni dedicata alle vittime anziane del virus affrontando in modo sintetico ma eloquente la tematica del corpo e della vicinanza dei corpi percepita ora come pericolo. Poi è la volta della lotta dei due papi con Tullio Solenghi e Massimo Lopez.
… da Full Monty al negazionismo
Tra litigi sul pranzo, un fatti i papi tuoi e un duetto musicale sulle note di The sound of silence di Simon & Garfunkel, si arriva veloci al terzo spettacolo, il musical Full Monty diretto da Massimo Romeo Piparo, con Luca Ward, Paolo Conticini, Nicolas Vaporidis, Gianni Fantoni e Jonis Bascir. Dopo, l’intervento telefonico di Adriano Celentano su Patrick Georg Zaky e sul negazionismo.
Dal dialogo tra Dio e Sigmund Freud sulla superbia…
Intenso il dialogo tra Sigmund Freud e Dio in un inverno durante la seconda guerra mondiale, su testo di Eric-Emmanuel Schmitt Il visitatore, del 1993, interpretato da Alessio Boni e diretto da Valerio Binasco in cui urla che “Questo secolo sarà il peggiore, il secolo delle pestilenze, soprattutto della peggiore, la superbia”, che spingerà gli uomini a credersi signori di ogni cosa e a distruggere il mondo e a “deprivarsi così della sua luce” .

… all’omaggio a Dario Fo e Franca Rame
Omaggio a Dario Fo e Franca Rame con Valentina Lodovini in Tutta casa, letto e chiesa, diretta da Sandro Mabellini nella prima opera scritta a quattro mani dalla celebre coppia e andata in scena per la prima volta nel 1977 a Milano, alla Palazzina Liberty, in epoca di rivendicazioni femministe e ancora attuale per il modo in cui denuncia la condizione della donna.
… da Marco Paolini a Charles Dikens
Marco Paolini, in collegamento televisivo dal teatro Villa dei Leoni in provincia di Venezia, presenta invece uno stralcio del suo nuovo spettacolo Teatro tra parentesi, basato sulla formula del racconto di storie brevi.
Non poteva mancare Charles Dickens e il suo Canto di Natale, con il pezzo interpretato dal duo Luca e Paolo, mentre Fiorella Mannoia ricorda le vittime di femminicidio che durante il lockdown sono aumentate drammaticamente, come le richieste di aiuto, lievitate al +119,6% in pochi mesi.

Delogu: “Il teatro anticorpo ai luoghi comuni”
Segue un inedito, la lunga sequela di luoghi comuni a cura di Vinicio Marchionni e Francesco Montanari di cui il teatro, dichiara la Delogu, è un anticorpo. Ed è sulla scia dei luoghi comuni che serpeggia la domanda provocatoria: ma Dio non può essere una donna? si chiede Marta Cuscunà, attrice e drammaturga in La semplicità ingannata. Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne.
Si conclude con Shakespeare. Leggono Glauco Marni e Roberto Sturno
Voce anche al mondo dei giovanissimi, che trova spazio nel mondo di Scarpette rosse della regista Emma Dante, in collegamento da Palermo, dove sono le scarpe a condurre la strada della ragazzina che le indossa e non il contrario. Metafora anche questa della potenza del teatro come guida alla scoperta di se stessi, come crescita e cammino, non solo come magia che travolge e cattura. Per concludere con la lettura di opere di Shakespeare di Glauco Mari e Roberto Sturno.
Le prossime puntate il 19 e 27 dicembre, poi il 3 gennaio, in prima serata.
Anna Cavallo





