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Rider, arriva la legge che tutela il loro lavoro

Rider, una categoria di lavoratori in grande crescita. Da 695 mila a 1,5 milioni in 3 anni. Arriva la legge da parte dell’UE che tutela il loro lavoro. Mercoledì la Commissione Europea varerà il pacchetto lavoro. Ad ora lavorano senza garanzie e tutele ma d’ora in avanti darà tutto diverso: previdenza sociale, stipendio base obbligatorio. Saranno tutti quanti assunti come dipendenti.

Rider assunti come dipendenti

I rider sono una categoria lavorativa emersa negli ultimi anni con la sempre maggiore diffusione delle piattaforme digitali di consegna a domicilio. Tra loro Glovo, Deliveroo, UberEats e JustEat. Nel 2018 erano 695 mila i rider che lavoravano con queste aziende ma nel 2021 sono arrivati a 1,5 milioni. I lavoratori della Gig Economy sono in prevalenza uomini tra i 30 e i 45 anni con un titolo di diploma di licei o istituti professionali. Per la maggior parte usano questa attività come secondo lavoro.

Essendo una categoria lavorativa così vasta, è giusto che siano assunti con contratti idonei che ad ora non hanno. Dopo lo sciopero dei rider del 26 marzo, qualcosa ha iniziato a muoversi. Ad ottobre il tribunale di Milano ha condannato Uber per caporalato. Multato Deliveroo per aver violato i dati dei rider. Eccetto JustEat, che propone un contratto della logistica ai suoi rider, le altre piattaforme utilizzano un contratto siglato da Assodelivery con l’Ugl (bocciato a Bologna) che lega il salario minimo garantito alle consegne. Inoltre qualche giorno fa il tribunale di Firenze ha condannato Deliveroo per condotta antisindacale.

L’Unione Europea interviene nella questione. Mercoledì la Commissione Europea varerà il pacchetto lavoro del commissario Nicholas Schmit. Tutto cambierà. La direttiva sarà poi votata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, spiega La Repubblica. Il rider sarà considerato un dipendente a tutti gli effetti e per questo in possesso di diversi diritti e doveri come per esempio se non corre il rischio d’impresa o se non decide i prezzi dei prodotti.

Starà al singolo datore di lavoro confermare se si tratti di un lavoro autonomo o meno. Nessuna imposizione invece per quanto riguarda il contratto a tempo indeterminato. I limiti temporali saranno lasciati decidere alle norme delle singole nazioni. In Italia il tempo determinato non potrà ad esempio superare i tre anni. L’assunzione però garantirà ai rider la previdenza sociale ed un salario minimo.

Introdotto algoritmo per valutare i rider

Tra le novità che saranno introdotte con il pacchetto lavoro. Verrà utilizzato un particolare algoritmo per valutare l’efficienza dei rider che dovrà essere reso pubblico dalle piattaforme che lo utilizzano. Il rider sarà consapevole dei punti sul quale verrà valutato. Sarà proprio questo algoritmo a determinare che quella del rider non è un’attività autonoma ma un attività da dipendente.

Il riconoscimento del lavoro dei rider è già avvenuto in tribunale in paesi come Francia, Germania e Spagna. In Italia, la Cassazione ha stabilito che Jobs Act dovranno essere applicate le norme di tutela tipiche della subordinazione/assunzione.

Cristina Caputo

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