Rieti-Reggina non si è giocata e mai si giocherà più, almeno quest’anno. La Reggina vince la partita 0-3 a tavolino. I motivi? Problemi nella distinta della squadra laziale.

Rieti-Reggina non si gioca, problemi di distinta. I calciatori del Rieti avevano nei giorni scorsi già annunciato uno sciopero: non avrebbero giocato per la società laziale senza aver ricevuto il loro stipendio mensile. Lo sciopero era previsto per oggi, nella gara contro la Reggina.

Clima surreale in quel di Rieti, pur di non perdere 0-3 a tavolino la società aveva allertato la Berretti, squadra ovviamente senza un minimo di esperienza in Serie C.

Rieti-Reggina: il contesto ed i motivi dell’annullamento

Con lo stadio a porte chiuse, il Rieti scende in campo con 11 ragazzini che si preparano ad affrontare la capolista del girone C di Serie C. Ovviamente la Reggina vuole giocare e schiera anche l‘undici titolare per onorare al meglio la partita.

Poi problemi con la distinta del Rieti. Verso le 15.30, esce fuori che la squadra laziale si sia presentata con persone non autorizzate ad andare in panchina. Dopo circa mezz’ora arriva la decisione ufficiale: non si gioca. La Reggina vince 0-3 a tavolino.

La motivazione dell’annullamento è la seguente. Ecco le parole del DG della Reggina, Andrea Gianni: “Nel momento in cui l’arbitro, il delegato della Lega Pro e della Procura rilevano che ci sono delle anomalie all’interno della distinta, ci si può permettere in base all’articolo 66 di non far disputare l’incontro. Per carenza dei requisiti necessari. L’irregolarità? La mancanza dell’allenatore. Quello presente non era abilitato. Caneo era l’unico abilitato”. 

Poco dopo arriva anche la nota di Ghirelli, presidente della Lega Pro: “Le nuove regole funzionano, consentono di difenderci meglio e di evitare disastri. Chi non è in regola deve sapere che qualcuno, nel solco delle regole, ci metterà la faccia, studierà tutto e proseguirà a fare pulizia. Quando abbiamo elaborato le nuove regole nessuno era così ingenuo da non mettere in preventivo che qualcuno tentasse di bypassarle, con il sorriso dei banditi abituati a far fallire le società che pensano, o meglio sperano, di poter rientrare. Abbiamo lavorato in questi giorni tutti insieme, Gabriele Gravina, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Marcello Nicchi con un unico obiettivo, rendere normale il calcio, impedire la gogna, educare i giovani. Un grande contributo è venuto da professionalità che ci hanno confortato.

Hanno perso i “furbastri”, chi nell’ombra (qualcuno c’è) spera di emergere, fregandosene del bene collettivo. Mi dispiace per i tifosi, lo so che soffrite, ma noi abbiamo l’obbligo di far pulizia. Oggi non è un bel giorno perché non si è giocato, ma oggi siamo più forti. Come si può constatare con i fatti, in questi mesi non abbiamo scherzato. Stiano tutti tranquilli, non abbasseremo la guardia perché sappiamo che riformare non è semplice, ci vuole perseveranza e tempo. Vorrei auspicare che i banditi, i ricattatori, quelli che pensano solo al loro interesse “ particulare”, vengano ascoltati di meno”.

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