Sale a oltre 130 morti il bilancio della mega-operazione delle forze di sicurezza scattata ieri a Rio de Janeiro contro il gruppo criminale del “Comando Vermelho”, il secondo più potente del Brasile
Si è trattato della più sanguinosa operazione di polizia mai avvenuta nella storia della città. Nel raid, che si è concentrato nei complessi di favelas di Penha e Alemão, sono stati impiegati 2.500 agenti, accolti con uno sbarramento di fuoco dai membri del Comando Vermelho, che hanno lanciato dai droni granate contro gli agenti. L’operazione ha portato all’arresto di 81 persone. Nelle ore successive all’operazione, secondo la Cnn, i criminali hanno poi eretto barricate in alcune località, incendiando autobus e alcune auto, impedendo così il passaggio dei mezzi di soccorso. In particolare, i poliziotti in assetto antisommossa sono entrati nel “Complexo da Penha” e nel “Complexo do Alemão”, nella parte settentrionale di Rio, vicino all’aeroporto internazionale, dove a comandare c’è, appunto, la banda del Comando Vermelho. Gli agenti si sono serviti di 32 mezzi blindati e 12 veicoli da demolizione per distruggere le barricate erette dai trafficanti di droga, che impedivano alla polizia di entrare nelle strette strade delle favelas.
Obiettivo dell’operazione, quello di compiere un centinato di mandati di arresto contro i membri dell’organizzazione, a cominciare da Edgar Alves de Andrade, noto come Doca, per la cui cattura, a cui è tuttavia sfuggito, è stata offerta una ricompensa di 100mila reais.
Secondo il governatore dello Stato di Rio, Claudio Castro, è stata l’operazione antidroga più imponente nella storia dello Stato. La polizia ha sequestrato 93 fucili e più di mezza tonnellata di droga. Le autorità di Rio de Janeiro hanno precisato che coloro che sono morti “hanno opposto resistenza all’azione della polizia”.
Fondato nel 1979 in una prigione di Rio, negli ultimi anni si è espanso in altri Stati. In Brasile, è secondo solo al Primeiro Comando da Capital (PCC), con sede a San Paolo e suo più acerrimo rivale, aggiunge El Pais. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha espresso in un post sui social il suo “orrore” per quanto avvenuto: “Ricordiamo alle autorità i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e sollecitiamo che vengano condotte indagini tempestive ed efficaci”.





