Pallavolo

Tra nuove disposizioni e paure: il futuro del volley italiano

Ripresa volley – La ripresa non è e continuerà a non essere facile: anche per il mondo della pallavolo il COVID-19 persiste nell’essere un ostacolo primario e un duro nemico da sconfiggere.

Le preoccupazioni delle società pallavolistiche sono tante ma, nonostante venga data loro voce, sembrano essere sempre destinate a cadere inesorabilmente nel vuoto.

Ad esempio, nelle scorse settimane sono state infatti 190 le società di pallavolo italiane che hanno deciso di far pervenire alla FIPAV un documento contenente varie proposte con l’obiettivo di sostenere e incoraggiare il ri-avvio delle società sportive, ma a niente ha valso lo sforzo: il presidente della FIPAV Cattaneo ha risposto declinando tali progetti, manifestandone l’impossibilità di realizzazione.

E ancora: le principali Leghe sportive italiane si sono unite in un “Comitato 4.0” con l’obiettivo di elaborare nuove proposte normative per la ripresa delle attività, come un credito d’imposta per le società che vogliono sponsorizzare le società sportive e le loro attività, ma quest’ultimo, apparentemente preso in considerazione dal governo, è stato del tutto ignorato nel momento di definizione del Decreto Rilancio.

Qual è, quindi, ad oggi la situazione in cui si trovano le varie realtà che compongono il mondo della pallavolo italiana? E cosa le aspetta per il futuro?

ripresa volley - Photo Credit: web
Volleyball – Photo Credit: web

Ripresa volley – I problemi principali

I veri ostacoli a cui è necessario dare quanto prima una soluzione sono di ordine economico e di ordine organizzativo.

Il primo riguarda le difficoltà nel finanziare la nuova stagione: la pallavolo agonistica rientra infatti negli sport che vivono principalmente di introiti al botteghino e di abbonamenti, l’assenza del pubblico è perciò un duro colpo allo scheletro stesso del paradigma pallavolistico.

L’assenza di un credito d’imposta, di cui si era a più riprese discusso, ha ulteriormente intensificato le preoccupazioni, aumentando il senso di abbandono da parte del governo.

Ad esso si collega un problema di natura spaziale: sono necessari i luoghi che da sempre hanno dato casa a questo sport, ossia le palestre scolastiche. Senza quest’ultime è impossibile garantire una ripresa.

Ma anche qui si deve fare i conti con i bisogni dell’istruzione e della sua organizzazione, che tra meno di un paio di mesi dovrà rispondere alla ripartenza del nuovo anno scolastico.

Ripresa volley – La serie A

Le squadre di massima categoria della pallavolo italiana si avviano alle tradizionali preparazioni precampionato. Seguendo il protocollo costantemente aggiornato dalla FIPAV, i vari team si apprestano ai ritiri estivi che permetteranno di organizzare le varie strategie e tornare in campo preparati.

Il panorama è ancora in divenire: si parla di arrivi e ritorni di nuovi club e di aggregazioni di alcune importanti realtà con grandi ambizioni, ma tutti sono motivati e decisi per sostenere un campionato che si auspica riprenderà a settembre.

Al momento non ci sono conferme definitive, ma per la Supercoppa italiana femminile si guarda al Foro Italico di Roma.
Una sfida all’aperto (ma ciò non è sinonimo di presenza del pubblico, anzi) con possibili date il 9 e il 10 settembre. Insieme a Conegliano già qualificata di diritto, le altre tre semifinaliste sarebbero definite da due turni a eliminazione diretta (che sarebbero giocate tra fine agosto e i primi di settembre), seguiti da altre 3 sfide decretanti le semifinaliste per Roma.
A seguire si potrebbe, perciò, far ripartire il campionato nel weekend del 19 e 20 settembre.

Per l’universo maschile ancora si resta all’idea romantica dell’Arena di Verona, ma non ci sono piani certi né ulteriori precisazioni.

Ripresa volley – La serie B e C

Non esiste però solo la massima categoria: anche le squadre di Serie B, C e D sono un punto chiave. Nella lettera proposta dalle società pallavolistiche alla FIPAV veniva infatti sottolineata l’importanza delle spese da affrontare anche per queste realtà, molto più a rischio nel non potersi permettere la riapertura delle palestre.
Il crollo delle entrate, insomma, preoccupa allo stesso modo e perciò la richiesta di progetti di sostegno concreti si fa urgente.

Per quanto concerne l’organizzazione dell’attività la FIPAV ha pubblicato un video di chiarimento sulle modalità di organizzazione della struttura dei campionati 2020-2021.

In particolar modo si fanno presenti significativi cambiamenti per i Campionati Nazionali di Serie B:

  • riduzione della durata dei campionati (che implica una conseguente riduzione del numero di gare e quindi una diminuzione di trasferte e di tasse di gara);
  • limite massimo di 12 squadre che comporranno i gironi composti;
  • definizione dei reintegri in base alla classifica avulsa fino all’interruzione del campionato.

Serie C Regionali, Serie B Maschile e Serie B2 Femminile organizzeranno i reintegri utilizzando la classifica di tutte le gare regionali disputate fino allo stop con un ordine basato sulla classifica dell’osservatorio campionati relativo alla stagione 2018/2019.

La video-spiegazione pubblicata dalla FIPAV sulle indicazioni valide per strutturare i campionati per la stagione 2020-2021

Ripresa volley – Squadre giovanili e dilettantistiche

La FIPAV ha già annunciato per queste realtà un’interessante novità per la stagione 2020-2021: la strutturazione dei Campionati Giovanili, comprensivi di categorie Under 13, 15, 17, 19, subiranno variazioni in termini di altezza rete e modalità del ruolo del libero.
Viene considerata la possibilità per i Comitati Periferici di estendere l’attività anche a campionati Under 14, 20, 21 maschili e femminili, che si concluderanno con la Fase Regionale.

Ma il vero problema è che anche qui si naviga nell’incertezza: disposizioni di questo genere danno per scontato l’assenza di qualcosa che invece ancora persiste, ossia la paura di una non-ripresa.

Da qui la spinta a chiedere aiuti di natura economica finalizzati ad eventi di promozione e innovazione culturale, funzionali anche a sviluppare collaborazioni tra società e Ministeri. Nel caso in cui le palestre scolastiche non dovessero riaprire o fossero destinate unicamente all’attività didattica di settembre, il destino di queste squadre sarebbe quello di un ulteriore prolungamento dello stop, che potrebbe portare molte società alla definitiva chiusura.

A ciò si somma questo continuo rinvio della ripresa degli sport di contatto a livello amatoriale e di società sportive dilettantistiche.

Una perdita inaccettabile per il patrimonio educativo e culturale: lo sport è una risorsa alla base della società. Per le giovani generazioni, in particolare, rappresenta una componente fondamentale nel percorso di crescita, che peró oggi rischia di essere messo da parte.

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