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Risparmiare sui consumi degli elettrodomestici si può: ecco come

Visti i recenti rincari siamo tutti tentati di ridurre all’osso i consumi legati all’uso di determinati elettrodomestici o, addirittura, di riporre in cantina i nostri dispositivi, almeno sino all’arrivo di tempi migliori. Ma esistono soluzioni un po’ meno drastiche per evitare il salasso in bolletta? Beh, sicuramente si.. Pronti? Eccole!

Nelle prossime righe vedremo i suggerimenti di Valentina Idone, fondatrice e responsabile del sito prezzoerecensione.

Addio alle bollette salate

bollette, fonte ecodibergamo.it

La piaga delle bollette salate, purtroppo, riguarda un po’ tutti. Inizialmente anche io ho limitato parecchio l’uso di molti elettrodomestici, poi, riflettendoci un po’ su, ho pensato che piuttosto che privarmi della libertà di utilizzare i miei dispositivi avrei potuto farne un uso più intelligente salvando così capre e cavoli.

Ho iniziato quindi a fare attenzione alle luci che rimanevano inutilmente accese nelle stanze vuote ed ad adattare i miei ritmi a quelli imposti dalla tariffa bi-oraria. Chiaramente però i risultati, sebbene visibili in bolletta, non sono stati poi così soddisfacenti. Del resto è chiaro che il grosso dei consumi è imputabile ai grandi elettrodomestici che restano accesi tutto il giorno e tutti i giorni, come ad esempio il frigorifero.

Ho allora optato per una sostituzione mirata dei vecchi apparecchi: in casa mia adesso ci sono soltanto elettrodomestici appartenenti alla classe di consumo A o superiore. Chiaramente ho dovuto spendere un discreto gruzzoletto per poter mandare in pensione il vecchio frigo e tutti i suoi compagni di viaggio, ma i risultati sono stati davvero soddisfacenti, la spesa si sta pian piano ammortizzando e, d’altro canto, gli acquisti rateali mi hanno permesso di correre ai ripari senza sbilanciare eccessivamente gli equilibri finanziari della mia famiglia. Insomma: spazio al nuovo che avanza!

Attenzione alla classe di consumo degli elettrodomestici

Come ti accennavo, il mio shopping è stato abbastanza selettivo e si è basato molto sulla disamina della classe di consumo associata a ciascun elettrodomestico “messo in carrello”. Ma cos’è effettivamente una classe di consumo? Te lo spiego subito. Una direttiva europea relativamente recente ha imposto a tutte le case produttrici attive nel settore di appiccicare sugli articoli commercializzati un adesivo che indichi il livello di consumo energetico associato a quel dato elettrodomestico.

Il consumatore così saprà a priori riconoscere un dispositivo a basso consumo energetico e distinguerlo magari da uno sicuramente meno costoso ma che alla lunga non permette di risparmiare. L’adesivo in questione potrebbe essere descritto come una scala a 7 pioli. Ogni gradino è contraddistinto da una lettera dell’alfabeto e da colori ben definiti.

Le lettere A e G, confini di questa scala ideale, rappresentano rispettivamente l’estremità più vantaggiosa (consumi molto ridotti) e quella meno vantaggiosa (consumi importanti). La lettera A inoltre può essere associata ad 1,2, o 3 “+”, ossia a simboli che indicano un’ulteriore capacità dell’elettrodomestico di ridurre gli sprechi.

L’etichetta energetica

Ti consiglio di guardare sempre con estrema attenzione l’etichetta energetica dei tuoi elettrodomestici. In particolare, controlla che l’adesivo sia a norma e che vengano quindi indicati anche il brand ed il modello dell’apparecchio che stai pensando di acquistare. Verifica poi che sia presente un’indicazione in KWh dei consumi annui stimati nonché una indicazione di massina del numero di decibel prodotti dall’apparecchio in funzione.

Accertati inoltre che ti vengano fornite indicazioni sul volume in litri, sul consumo annuale di acqua (ovviamente nel caso di lavatrici e lavastoviglie) e così via. Ricorda: l’etichetta energetica è una tua fedelissima amica e deve essere presente su qualsiasi tipo di elettrodomestico, piccolo o grande che sia.

Quanti soldi si possono risparmiare leggendo l’etichetta energetica?

Ma, all’atto pratico, quanto potrai risparmiare leggendo l’etichetta energetica? Poniamo il caso che la tua tariffa elettrica presupponga costi pari a 20 centesimi al KWh e che tu abbia acquistato un frigorifero appartenente alla classe A++. Benissimo: il suo impiego costante non dovrebbe richiedere più di 30/40 euro l’anno, costo decisamente sostenibile.

Se invece avessi scelto un apparecchio di classe B i costi si aggirerebbero sui 65/75 euro annuali, mentre per un dispositivo di classe D supereresti le 50 euro semestrali. In più considera che alcuni elettrodomestici possono consumare di più o di meno rispetto a quanto indicato sull’etichetta perché vittime, per così dire, delle condizioni climatiche esterne.

Tornando ancora al caso del frigo, magari di una variante combinata, ti consiglio perciò di orientarti su un congegno di tipo subtropicale o tropicale, ossia capace di funzionare a regime anche quando fuori fa molto caldo. Valuta inoltre che la funzione di auto-sbrinamento ti permetterà di risparmiare ulteriormente.

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