Cinema

“Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3)”: la commedia francese nella Top 100

Si intratterranno per un periodo indefinito. Sono stati alquanto vaghi. O torneranno ogni venerdì sera per aspettare lo Shabbat a casa tutti insieme. Loro sono i generi e consuoceri di Claude (Christian Clavier). Numerosi, invadenti, provenienti dalle più disparate terre, per i quali l’uomo non riesce a nascondere un ancestrale, cronico, moto involontario di orrore. La commedia francese irresistibilmente comica, “Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3)” dal 1 dicembre al cinema, che sembra ispirarsi al capolavoro “Indovina chi viene a cena?” film antirazzista di Stanley Kramer.

Questi immigrano!

Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3) Trailer Ita

Arrivano da Cina, Costa D’Avorio, Israele e Algeria, come invasori barbari nel suo Paese. Incontrarli non è una passeggiata per Claude: “Mi sento soffocare“, prova a dire il vecchio buon padre di famiglia. Anche lo stato d’animo di tutta la parentela è messo a dura prova. Ma l’occasione è improrogabile: il 40esimo anniversario di matrimonio di Claude e Marie Verneuil (Chantal Lauby), il 18 Giugno nel loro paesino della Normandia. La collaudata coppia vorrebbe festeggiare con una cena romantica, ma le quattro figlie hanno voluto organizzare una grande festa a sorpresa. Inviando i rispettivi mariti e suoceri. Marito e moglie dalla cina non nascondono l’offesa per essere stati scambiati con altri cinesi da Claude, che non li distingue dai connazionali, e si è inoltrato nella casa sbagliata. Il suocero algerino vorrebbe cantare alla cerimonia con la sua rock band alla cerimonia per la disperazione della moglie Marie. Mentre gli avoriani si ribellano alla sistemazione pensata per loro in giardino.

Posso assaggiare la salsa? Ti sei guardato? Sei grasso come un facocero!”. Tutti i coniugi sono elettrizzati, riuniti davanti i preparativi di un banchetto multietnico. Danno il meglio di sé, tra gag e scarsi convenevoli. Emergono anche proverbi rivisitati in indonesiano: “A ognuno il suo cetriolo“. E poi c’è lui, cattolicissimo, xenofobo, costretto a sopportare le unioni delle figlie con uomini di origini e religioni diverse: “Hanno tutti un problema, stiamo ospitando un bel gruppo di squilibrati. È un manicomio di là!“. Perennemente irritato, ma spassoso. È il monsieur francese, protagonista della saga arrivata oramai al suo terzo capitolo, amatissima dal pubblico di Francia. Tanto da aggiudicarsi un posto nella Top 100 dei maggiori successi della storia del cinema d’oltralpe.

Ravioli all’immigrato

Claude si cimenta a indovinare cosa ci sia nei ravioli preparati dai consuoceri cinesi. È il ripieno a spiegare, secondo lui, l’integrazione in Francia. Ma le ultime speranze, Claude e sua moglie, le ripongono nella quarta figlia, la più piccola, l’unica con un fidanzato cattolico. Potrà lei dar soddisfazioni a mamma e papà? “Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3)” è del regista Philippe de Chauveron. Che ha dichiarato di ispirarsi alla vita reale, raccontandola con un approccio ironico, ovvero deridendo tutto. I dialoghi esilaranti, il botta e risposta di gusto, ricordano quell dei coniugi del film 1967 “Indovina chi viene a cena?“, in cui un giovane di colore riscattato dall’essere il primo della classe sociale, riesce a sposare una ragazza bianca. I genitori di lei, disarmati e impauriti da quella unione, erano coppia reale nella vita, i fantastici Spencer Tracy e Katharine Hepburn. Quanto la borghesia americana fosse pronta a non essere razzista, lo chiede con ironia e profondità quel film. Che rimase agli annali, e fu insignito per essere “culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo”.

In “Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3)”, assisteremo alla nausea di Claude, che non si sa sia per colpa dei quadri mostruosi al vernissage della figlia, o per i ravanelli. Perfino il cagnolino Claudice, ha qualche perplessità sulle opere d’arte, che esprime dinanzi, con la sua zampetta alzata. E che Claude non prenda impegni, perché ci sarà da presenziare allo spettacolo teatrale di un Gesù nero: suo genero con i capelli rasta.

Federica De Candia Seguici su Google News

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