È innegabile, il periodo che precede i premi Oscar è decisamente il più sentito nel mondo cinematografico. Giovedì 23 gennaio, finalmente, L’Academy ha svelato le nomination ufficiali ai prossimi Oscar e tutto il mondo cinematografico, da chi ci lavora fino agli appassionati, è in fibrillazione per capire chi si aggiudicherà l’ambito premio. Sono state poche le sorprese nelle categorie principali, con Emilia Perez a fare da padrone e a guidare le nomination con ben 11 chiamate, seguito a ruota dal colossal Wicked con 10. Le soprese più grandi, come ogni anno, le troviamo in chi non ce l’ha fatta. Attrici come Margaret Qualley per il suo ruolo in The Substance o attori come Daniel Craig per Queer hanno visto sfumare la possibilità di un premio. Anche Challengers, dello stesso Guadagnino, a fronte di una non candidatura a Miglior Film che è anche possibilmente comprensibile (si tratta di gusti), resta comunque a bocca asciutta nella categoria della miglior Colonna Sonora. Forse il più grande furto di questa edizione.
Nelle prossime settimane, in questa rubrica che abbiamo deciso di chiamare “Road to Oscar 2025”, proveremo a sciorinare ogni singola categoria per capire chi, effettivamente, tornerà a casa con un Oscar in più. Partiremo in questo viaggio con i premi tecnici, quelli dedicati alle “maestranze” o, ahimè, quelli meno considerati dal pubblico generalista. Ogni domenica ci imbarcheremo nell’analisi dettagliata delle categorie, magari aiutandoci con i premi che, settimana dopo settimana, portano al grande evento mondano. Il tutto culminerà domenica 2 marzo, dove affronteremo l’elefante nella stanza del “Miglior Film” e attenderemo la notte per scoprire quante di queste prediction avremo azzeccato.
Road to Oscar 2025: i premi tecnici

Road to Oscar 2025: Miglior fotografia
In un set cinematografico, il lavoro del direttore della fotografia è spesso sottovalutato. Il DOP è spesso il braccio destro del regista, un punto di riferimento fondamentale per restituire il look che l’autore ha in mente. Risulta quindi un lavoro fondamentale per portare a casa e far esprimere al meglio tutto ciò che un film ha da raccontare. Quest’anno, la lotta in questa categoria è piuttosto serrata. The Brutalist è indubbiamente il titolo da battere, con il direttore della fotografia Lol Crawley che ha girato il film di Brady Corbet in 35mm e stampato su pellicola 70mm. Le riprese in formato VistaVision sono eccezionali e la resa su schermo è incredibile. Anche Nosferatu ha fatto un lavoro straordinario sulla fotografia, dove il DOP Jarin Blaschke ha lavorato prettamente con candele e pellicola 35mm per una resa più naturale possibile. Forse però, l’altro titolo a contendersi la statuetta sarà Emilia Perez, quasi completamente girato in studio, elemento che ha favorito il lavoro di Paul Guilhaume sull’uso di fonti artificiali per far trasparire le emozioni dei personaggi. Un po’ al di sotto, immeritatamente, arriva Dune: Parte Due. Greig Fraser fa un lavoro straordinario con le sequenze in bianco e nero usando la luce a infrarossi per rendere meglio il distacco tra i due colori. Ma così come le sequenze nel deserto, fotografie in movimento. Ed Lachman con Maria è forse la candidatura che ha meno possibilità, nonostante il fantastico lavoro fatto usando 3 pellicole diverse: 35, 16 e super 8mm per accompagnare il pubblico negli ultimi giorni di vita della Maria Callas di Pablo Larrain. La nostra scelta ricade su The Brutalist, la pellicola che sembra più propensa a portarsi a casa la statuetta per la migliore fotografia.
Road to Oscar 2025: Miglior Montaggio
Battaglia aperta nella categoria Miglior Montaggio. David Jancsó in The Brutalist riesce a mantenere alta la tensione e l’attenzione in un dramma di tre ore e un quarto su un architetto scappato dall’olocausto e 33 anni della sua vita. Occhio però alla polemica sull’uso dell’IA per il film che, visto gli scorsi scioperi di attori e sceneggiatori, non verrà vista di buon occhio dall’Academy e fa scendere di graduatoria il film. La vittoria di Anora sarebbe un colpaccio per Sean Baker, candidato anche a miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior film in quanto produttore. Un tuttofare e uno dei possibili vincitori nella categoria. Leggermente al di sotto Wicked, dove il montaggio di Myron Kerstein riesce a creare il rapporto tra Elphaba e Glinda in meno di 30 minuti per poi far esplodere la narrazione senza lasciare nulla indietro. Juliette Welfling per Emilia Perez si muove benissimo in sala montaggio, riuscendo a stare dietro alla follia di genere di Jacques Audiard senza mai far perdere di credibilità al film. Conclave è quotatissimo. Nick Emerson riesce a non far mai perdere il filo della narrazione statica di un conclave per l’elezione di un nuovo papa. Le tre votazioni non sono mai uguali e ognuna gioca con una tensione sempre diversa. Il nostro centesimo va proprio a quest’ultimo, anche se Anora e The Brutalist restano tra i favoriti.
Road to Oscar 2025: Migliori Costumi
Difficilmente qualcuno riuscirà a sovrastare Wicked dalla categoria costumi. Gran parte della drammaticità del film passa proprio attraverso il Costume Design. Paul Tazewell ha costruito i costumi del film da zero, portando a casa forse la cosa più bella di tutto il film. Poco sotto, a sfidare Tazewell, troviamo Arianne Phillips per A Complete Unknown. La costumista è alla sua quarta nomination senza mai vincere, fattore da non sottovalutare. La storia di Bob Dylan passa anche attraverso il suo stile e il film centro in pieno lo spirito dei primi anni ’60. Anche attraverso i ben 65 outfit che Timothée Chalamet indossa nel corso del film. Conclave più sotto rispetto agli altri due, nonostante il fantastico lavoro di Lisy Christl sulle tuniche cardinalizie e all’uso subdolo delle croci appese al collo di ogni personaggio, ad indicare la sua “appartenenza politica”. Lavoro gigantesco anche quello di Janty Yates per Il Gladiatore II dove oro e decadenza fanno da padrone negli oltre 2000 costumi realizzati per il film. Lavoro gigantesco ma che difficilmente verrà ripagato. Il lavoro fatto su Nosferatu è altrettanto eccezionale, con la creazione di un mondo ottocentesco vivissimo che passa anche attraverso i costumi meravigliosi di Linda Muir, che lavora sul corpo di Lily-Rose Depp in modo eccezionale cambiando tono ai costumi in base alla consapevolezza del personaggio. Ma il nostro voto va a Wicked.
Road to Oscar 2025: Migliori trucco e acconciatura
Categoria tutta da decidere nelle prossime settimane, anche grazie ai premi MUAHS, la Make-Up Artists & Hair Stylists Guild che si terranno il 15 febbraio. Per ora, sembra Emilia Perez il film in testa nella categoria grazie anche al lavoro fatto su Carla Sofia Gascon per trasformarla da boss del cartello a donna trans. Di pochissimo sotto, The Substance è tra i candidati più forti, visto il lavoro mastodontico fatto per dare vita, senza VFX, al mostro del finale e alle cicatrici di Demi Moore. Un lavoro straordinario di Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli. Altro titolo forte è Wicked, dove il lavoro per trovare la giusta tonalità di verde per la pelle di Elphaba ha richiesto diversi mesi. Anche le parrucche impiegate per i capelli di Ariana Grande sono un elemento che rende il film tra i candidati più forti. Di poco sotto A Different Man, film dove Sebastian Stan interpreta Edward, un uomo affetto da neurofibromatosi. Il team del trucco ha applicato tumori di silicone sul viso dell’attore, dal peso di quasi un chilo. Nosferatu anche presenta un trucco prostetico incredibile usato per la realizzazione del conte Orlok, che ha impiegato 6 ore di lavoro giornaliere per essere applicato. Per ora, il nostro voto va a The Substance, ma non escludiamo grandi cambiamenti nelle prossime settimane.
Road to Oscar 2025: Miglior Sonoro
Premio che da qualche anno accorpa i due premi distinti del miglior mixaggio sonoro e del miglior montaggio sonoro. Anche in questa categoria la strada sembra spianata per Wicked. Le canzoni sono tutte registrate dal vivo grazie ad un’infinità di microfoni posizionati in ogni angolo della scenografia, anche sotto il cappello indossato da Cynthia Erivo. Una resa straordinaria e le voci di Erivo e Grande fanno il resto. Difficile che A Complete Unknown possa impensierire Wicked anche se la creazione della New York anni ’60 e la resa di Timothée Chalamet nella canzoni rendono il film il secondo candidato più forte nella categoria. A pari merito, ma sempre sotto Wicked, abbiamo Emilia Perez, musical che ha lavorato tantissimo sul mixaggio sonoro per rendere canzoni e parlato praticamente una cosa sola. Bellissima la candidatura del meraviglioso Il Robot Selvaggio, in cui i suoi della natura combaciano perfettamente con quelli usati per Roz, robot con il compito di aiutare gli umani e che quindi deve rilassare. Poche chance per Dune: Parte Due, che raccoglie nuovo materiale per le grandi scene campali che rendono magnificamente in sala. Il nostro voto va, ovviamente, a Wicked.
Road to Oscar 2025: Miglior Scenografia
Categoria in bilico che avrà un quadro più chiaro dopo i premi ADG Awards 2025, il sindacato degli scenografi USA che verranno assegnati il 15 febbraio. Per ora, in testa troviamo The Brutalist, con il lavoro fatto da Judy Becker per ricreare il genio e la sregolatezza di un architetto brutalista immaginario. Senza conoscenze architettoniche di alcun tipo, la scenografa ha progettato le strutture che Tóth costruisce nel film con diverse influenze artistiche che spaziano dalla Bauhaus all’America di metà secolo. A contendersi il premio, ovviamente, Wicked. Nathan Crowley, sei volte candidato all’Oscar, crea da zero ogni scenografia del film e pianta nove milioni di tulipani per ricreare, dal vero, la distesa infinita di Munchkinland. Anche le librerie rotanti e la maggior parte di Emerald City sono creazioni materiche e non al computer. Suzie Davies & Roberta Federico, invece, hanno optato per l’asciuttezza e il rigore formale per Conclave. I set di Cinecittà hanno ricreato alla perfezione la cappella Sistina, mentre la Reggia di Caserta ha fatto il resto del lavoro. Il lavoro fatto per Dune: Parte Due è impressionante. Zsuzsanna Sipos, Shane Vieau e Patrice Vermette ha creato un mondo che sembra sia antico che futuristico, distopico e utopistico contemporaneamente. dalle strutture brutaliste di Arrakis fino all’inferno industriale nero come l’inchiostro del mondo natale degli Harkonnen. Potrebbe fare doppietta con la vittoria del primo film. Infine c’è Nosferatu, girato in location nell’Europa orientale, dove Beatrice Brentnerova, Paul Ghirardani e Craig Lathrop ricreano una Germania e una Romania gotiche da far venire i brividi. Il castello del Conte Orlok è forse una delle cose più belle viste nell’ultimo anno di cinema. Per ora, il nostro voto va a The Brutalist, con l’idea che la vittoria gli possa esser soffiata molto velocemente.
Road to Oscar 2025: Migliori Effetti Visivi
Nella categoria migliori Effetti Visivi è impossibile non pensare che in testa ci sia Dune: Parte Due. Il film di Dennis Villeneuve ha usato gli effetti visivi per ricreare l’epica battaglia del finale e i vermi del deserto in modo incredibilmente realistico. A sfidare apertamente l’epica saga c’è sicuramente Il regno del pianeta delle scimmie. L’uso del motion capture è stata una prerogativa per tutto il franchise ma, in questo capitolo in particolare, la resa è sbalorditiva. Al di là della qualità del film, gli effetti visivi sono quanto di meglio si possa chiedere alla categoria e alla tecnologia. Anche Better Man, il biopic su Robbie Williams, ha usato la stessa tecnica. Coincidenza, sempre per rendere una scimmia umana. Tante scimmie quest’anno nella categoria. Il film diretto da Michael Gracey rende Williams una scimmia incredibilmente realistica, rendendo questa scelta la croce e la delizia del film. Anche in questa categoria Wicked ha tanto da raccontare. La scena finale di Defying Gravity è resa spettacolare dall’uso che viene fatto dei (pochi) effetti visivi. Soprattutto sul mantello di Elphaba e gli sfondi incredibili di Emerald City. Ultimo ma non per importanza c’è Alien: Romulus che, grazie ai VFX, riesce a rendere gli effetti pratici usati per creare gli xenomorfi decisamente realistici e horrorifici. Fede Alvarez ha girato quasi tutto in camera, ma gli effetti visivi hanno reso il tutto perfettamente in linea con la meravigliosa saga di Alien. In ogni caso, il nostro voto va a Dune: Parte Due, con Wicked di poco sotto ad incalzarlo nelle prossime settimane.
Alessandro Libianchi
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