Siamo arrivati al terzo appuntamento con questa rubrica settimanale che ci accompagnerà fino alla notte degli Oscar: Road to Oscar 2025. La scorsa settimana abbiamo parlato delle categorie musicali degli Oscar, ovvero colonna sonora e canzone. Le due categorie forse più “semplici” degli Oscar. Wicked e The Brutalist sono i due in pole position per la colonna sonora, con il secondo decisamente in vantaggio. Per la miglior canzone non c’è storia. Emilia Perez ha ben due canzoni in nomination e solo un cataclisma potrebbe far perdere “El Mal” o “Mi Camino”. E la prima canzone è sicuramente la favorita numero uno. Ieri notte, inoltre, si sono tenuti i Critics’ Choice Awards, uno degli indicatori più importanti della stagione dei premi. Non sono mancate le sorprese, ovviamente, ma anche le vittorie scontate che centellinano quelle degli Oscar. Anche per le categorie che vedremo qui sotto i CCA ci aiutano decisamente, cementificando i probabili vincitori.
Nelle prossime settimane, in questa rubrica che abbiamo deciso di chiamare “Road to Oscar 2025”, proveremo a sciorinare ogni singola categoria per capire chi, effettivamente, tornerà a casa con un Oscar in più. Ogni domenica ci imbarcheremo nell’analisi dettagliata delle categorie, magari aiutandoci con i premi che, settimana dopo settimana, portano al grande evento mondano. Il tutto culminerà domenica 2 marzo, dove affronteremo l’elefante nella stanza del “Miglior Film” e attenderemo la notte per scoprire quante di queste prediction avremo azzeccato.
Road to Oscar 2025: miglior film d’animazione e miglior film internazionale
Road to Oscar 2025: miglior film d’animazione

Tra le due categorie in analisi, probabilmente questa è quella con meno dubbi. Flow, dal regista lettone Gints Zilbalodis, è una favola meravigliosa dove un gatto nero, in un mondo invaso dall’acqua, dovrà fare squadra con un gruppo di animali diversissimi tra loro per sopravvivere. È un film totalmente muto ma che parla più di tantissimo cinema uscito quest’anno, capace di commuovere ed emozionare anche grazie alla computer grafica 3D ma che sa tanto di artigianalità. Candidatura meritatissima e forse è il film con più possibilità di vittoria solo dietro al grande favorito: Il robot selvaggio. Non giriamoci intorno, Il robot selvaggio vincerà. L’adattamento del libro di Peter Brown ad opera di Chris Sanders è un Istant Classic targato DreamWorks. Una favola concreta sul rapporto tra natura e tecnologia capace di emozionare e commuovere attraverso i rapporti tra il robot Roz con gli animali della foresta in cui naufraga. Un’inno musicale alla vita con una tecnica animata che unisce 3D a tradizionale che si fondono in una sorta di tecnica mista, sulla falsariga degli Spiderman Sony. Il tutto condito da un estetica quasi impressionista, talmente potente da essere personaggio essa stessa. Un’opera meravigliosa. Inside Out 2, invece, è sicuramente un buon film, un classico collaudato figlio di una delle migliori idee in casa Pixar degli ultimi anni. Ma, quest’anno, la Pixar non ha possibilità di vittoria. Resta comunque il maggior incasso del 2024 e uno dei maggiori incassi nella storia dell’animazione. Ma aveva bisogno sicuramente di quel “Là” in più per poter affondare veramente il colpo nel cuore della critica. Wallace e Gromit – Le piume della vendetta è la continuazione diretta di quel capolavoro di corto animato della Aardman I pantaloni sbagliati del 1993. Non riesce decisamente a raggiungere quei livelli, ma neanche lontanamente. Intendiamoci, qualsiasi cosa esca da casa Aardman è degna e irripetibile, ma resta il fatto che, al di la di scelte azzeccate riguardo i conflitti tra natura e tecnologia, il film è al di sotto delle aspettative. Il racconto in Stop-Motion di Adam Elliot Memoir of a Snail è l’ultimo candidato nella categoria, ma non per importanza. Film dal carattere eccentrico, nasconde sotto la sua superficie dei temi universali come la morte e la solitudine attraverso un estetica unica e la leggerezza della favola per bambini. Grande cinema ma restiamo della stessa opinione: Il Robot selvaggio vincerà la categoria.
Miglior film internazionale
Tra le due, quella del film internazionale è quella sicuramente con più dubbi. Nella storia recente degli Oscar, questa è una categoria decisamente legata a quella di miglior film. Ad esempio lo scorso anno, La zona d’interesse di Jonathan Glazer trionfò come miglior film internazionale, escludendolo dalla corsa al miglior film. L’unico che è riuscito nell’impresa è Parasite di Bong Joon-ho, primo film non in lingua inglese a vincere miglior film e primo a vincere entrambi i premi. Ma, di regola, il film vincitore del film internazionale non arriva al premio finale. Questo discorso aveva senso fino a pochi giorni fa, momento in cui Emilia Perez era in corso diretta per il miglior film. Anzi, era tra i favoriti. Ma viste le polemiche sia contro la pellicola che quelle relative ai vecchi tweet di Karla Sofía Gascón, il film ha perso tutto il suo slancio, facendo rischiare addirittura il posto a Zoe Saldana di sicura vincitrice dell’Oscar come migliore attrice non protagonista. Alla luce di questo, crediamo che Emilia Perez riuscirà comunque a trionfare come miglior film internazionale, uscendo così definitivamente dalla corsa al miglior film. Graditissima sorpresa in questa categoria è il lettone Flow, che forse si combatterà il premio di miglior film d’animazione e quindi difficilmente vincerà qui. L’altro film che potrebbe detronizzare Emilia Perez (e non escludiamo che in queste ultime settimane riesca a farlo) è il brasiliano I’m Still Here (Io sono ancora qui). La pellicola di Walter Salles scava nell’oppressione politica brasiliana e le conseguenze mortali per una famiglia. Il cuore del film è l’interpretazione magistrale di Fernanda Torres, candidata come miglior attrice. Il film ha vinto anche la migliore sceneggiatura a Venezia, riconoscimento molto importante che gli ha dato tanto slancio per gli Oscar. The Girl With the Needle è il sorprendente dramma danese diretto da Magnus von Horn in bianco e nero su una donna nella Copenaghen del dopoguerra, tra povertà e speranza per un domani migliore. Acclamato a Cannes, il film ha perso tanto slancio nel corso dei mesi, arrivando comunque ad una candidatura ma difficilmente andrà oltre. Nota a margine, la pellicola è disponibile su MUBI ma non ha mai toccato la sala, se non in eventi speciali dedicati. L’ultimo film candidato è la co produzione iraniano-franco-tedesca presentata dalla Germania Il seme del fico sacro dal regista dissidente Mohammad Rasoulof, condannato ad otto anni di carcere mentre girava il film e che è riuscito a presentarlo a Cannes scappando dal paese. Il regista iraniano ha girato clandestinamente a Theran quasi del tutto in interni per evitare la censura e, una volta fuggito in Germania, è riuscito a completare il montaggio finale. Il seme del fico sacro è un meraviglioso dramma familiare che si trasforma in dramma sociale nell’Iran delle proteste di piazza. Un giudice del tribunale rivoluzionario iraniano scopre che le sue due figlie appoggiano le proteste giovanili che stanno scuotendo il paese. Il clima di tensione in Iran si ripercuotono nella piccola casa di Iman e famiglia. Un film potente, necessario ed estremamente coraggioso che meriterebbe tanto di più. Ma il favorito nella categoria miglior film internazionale resta Emilia Perez. Però in queste settimane tutto può cambiare e non escludiamo un ultimo assalto di I’m Still Here. Staremo a vedere.
Alessandro Libianchi
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