L’ex voce dei Led Zeppelin Robert Plant, settantasette anni, è in procinto di pubblicare l’album Saving Grace, in uscita il 26 settembre, che prende il nome dalla band che lo accompagna, formata da Suzi Dian (cantante), Oli Jefferson (batteria), Tony Kelsey (chitarra), Barney Mirse-Brown (violoncello) e Matt Worley (polistrumentista).
Per l’occasione, il musicista britannico ha concesso un’intervista al Corriere della Sera, e ha risposto senza risparmiarsi alle domande del giornalista Matteo Cruccu. Ha menzionato, ad esempio, l’unico concerto in Italia dell’ex rockband, al Vigorelli di Milano nel 1971; uno show durato solo venti minuti a causa degli scontri tra polizia ed extraparlamentari. «Non fu per niente divertente», ha ricordato, «tante persone che lavoravano per noi rimasero ferite, non ci sono più tornato per moltissimo tempo. Oggi invece posso suonare dove voglio, quando voglio e ho meno voglia di fare dischi».
L’operazione nostalgia non funziona per Robert Plant
Il cantante ha parlato anche del collega e amico Ozzy Osbourne, scomparso lo scorso luglio: «Ero preoccupato per lui da molto, la sua salute non mi sembrava per niente buona. E ancor più mi sono preoccupato vedendolo preparare il suo famoso show d’addio, così malfermo. Al netto di questo, pensavo però gli fosse bastato cambiare il suo stile di vita sregolato, non che morisse. E, ahinoi, se ne vanno in tanti della mia generazione».
In molti si aspettavano che Plant prendesse parte al concerto d’addio dei Black Sabbath, ma lui sostiene di non essere stato invitato. E al chitarrista Tony Iommi, che ha dichiarato di aver provato a contattarlo, ha risposto: «No, ci siamo solo sentiti e non mi ha detto proprio nulla. E comunque avrei valutato in funzione di cosa mi avrebbero chiesto di cantare. La verità è che appunto mi annoio a fare sempre le stesse cose: dalla reunion dei Led Zeppelin del 2007 il cosiddetto hard rock è un territorio che non ho più frequentato e che non ho intenzione di frequentare ancora».
Le rimpatriate e la nostalgia, insomma, non sembrano essere affar suo, tant’è che, in merito a un’altra importante reunion del 2025, quella degli Oasis, ha avuto ben poco da dire: «Non mi ha interessato. Forse mentre suonavano c’era qualche partita del mio Wolverhampton».
Federica Checchia
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