“Pinocchio” di Matteo Garrone presentato a Berlino con un Roberto Benigni in gran forma in conferenza stampa.

“Pinocchio” di Mateo Garrone dopo il successo di pubblico durante le festività natalizie e fresco di undici candidature ai David di Donatello, continua la scalata alla notorietà internazionale con l’approdo alla settantesima edizione del festival di Berlino nella sezione Special Gala. Ad accompagnare il regista, il piccolo Pinocchio Federico Ielapi, la stupenda fata turchina Marine Vacht e naturalmente il Geppetto per antonomasia Roberto Benigni che in conferenza stampa da’ il meglio di sè tra battute, ricordi e riflessioni.

rame da "Pinocchio" con Benigni Geppetto foto dal web. Roberto Benigni
Frame da “Pinocchio” con Benigni Geppetto foto dal web

Paragona Garrone a Fellini, a Visconti, a Rossellini, lo decanta maestro assoluto del cinema e ricorda di quando per il colore non gradito di una coperta ha interrotto le riprese per un intero pomeriggio. Geppetto avrebbe già dovuto interpretarlo con Francis Ford Coppola però che gli propose il ruolo nei primi anni duemila dopo il successo de “La vita è bella” a casa di un amico comune, Robin Williams per dire. Poi non se ne fece nulla e allora Roberto Benigni diventa il primo attore al mondo ad aver interpretato al cinema Pinocchio e Geppetto tanto che a Roma gli urlano per strada “A Robbè, te manca la fata turchina”. In fatto di Coronavirus non sembra allarmarsi e allarmare, invita a mantenere la calma e il controllo della situazione. Non manca di parlare della sua infanzia risaputa poverissima e del primo approccio con il romanzo di Collodi, letto da bambino da sè, in quanto filgio di genitori analfabeti. Insomma l’attore toscano parla di tutto in conferenza stampa, anche della recente patecipazione al festival di Sanremo, con piglio giovanilistico stile primo Benigni, con batture in italiano e in inglese, il suo inglese.

rame da "Pinocchio" con Benigni Geppetto foto dal web. Roberto Benigni
frame da “Pinocchio” con Benigni Geppetto foto dal web

Tra “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti con un Elio Germano straordinario e la presentazione di “Pinocchio” con un Roberto Benigni così, figurone del cinema italiano a Berlino aspettando “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo.