Musica

Roberto Loreti racconta i suoi esordi e gli apprezzamenti di Totò

Roberto Loreti, conosciuto come Robertino, a 75 anni ha rilasciato un’intervista dove ripercorre la sua infanzia e la sua carriera, citando anche gli apprezzamenti ricevuti da Totò.

Roberto Loreti, a 75 anni, racconta la sua infanzia e gli esordi in un’intervista

In un’intervista rilasciata da poco per il Corriere della Sera, Robertino ha raccontato i suoi primissimi passi nella musica. Roberto Loreti è il quinto di otto figli; una famiglia numerosa che viveva sulla Tuscolana a Roma. Il cantante ha raccontato che dopo la malattia del padre che faceva lo stuccatore e decorava le colonne per appena 30mila lire alla settimana, a casa scarseggiavano i guadagni quindi tutti quanti facevano quel che potevano per poter racimolare qualcosa.

Il cantante quindi ammette che già all’età di cinque anni, dopo la scuola andava a piedi fino a un’osteria di Cinecittà chiamata “Da Gigetto”. Lì si dilettava a cantare canzonette ai clienti e rallegrare l’ambiente. Robertino ha affermato anche di incontrare molti volti noti così:

“Ci trovavo sempre un sacco di artisti famosi, Totò, Vittorio Gassman, Tiberio Murgia, Capannelle, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Marisa Allasio. E giravo tra i tavolini. “Signore bello, che canzone volete sentire?”.

La carriera di Robertino e gli apprezzamenti di Totò

Roberto Loreti iniziò la sua carriera giovanissimo. Infatti a soli 17 anni si presentò sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo con il suo inedito “Un bacio piccolissimo”. Dopodiché il suo successo non fu immediato, ma dovette aspettare la grande opportunità di collaborare assieme al pianista e maestro danese Vilmar Sorensen che gli offrì di seguirlo a Copenaghen e lì partì assieme al padre. Ma Vilmar non fu il solo a cogliere il suo talento, anche il grande Totò apprezzava la voce cristallina di Robertino. Il cantante infatti ha raccontato questo aneddotto:

Pensi che Totò mi dava una mancia di 50 mila lire, quasi venti volte il mio ingaggio settimanale, perché gli cantassi la sua Malafemmina e Marechiare.”

Camilla Tecchio

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