Calcio

La Robur Siena di Chiesa: orgoglio della città

Diciassette anni fa iniziava l’avventura della Robur Siena in Serie A, trascinata dal bomber Enrico Chiesa.

Il calcio a Siena vanta una storia più che centenaria; un club fondato nel 1904 dalla fusione di due società sportive: Mens Sana In Corpore Sano e Società Studio e Divertimento. Nel 1908 vieni istituita invece la società sportiva Robur; definizione che ha accompagnato negli anni il calcio senese nonostante, nel 1933-’34, sia stato poi mutata in A.C. Siena. Il recente fallimento del 2014 ha riportato ufficialmente la denominazione di Robur Siena; una società nuova che ha dovuto ricominciare la sua storia dalle categorie dilettantistiche. In realtà la Robur Siena vanta numerose partecipazioni a campionati inferiori nel corso della sua lunga storia; va però ricordato anche un passato recente caratterizzato dalla militanza in Serie A, i suoi anni migliori.

L’inizio del ciclo durato un decennio

La fase più prestigiosa del calcio senese ha inizio negli anni 2000, più precisamente nella stagione 2001-2002, con la presidenza dell’imprenditore Paolo De Luca. Il neo presidente ha l’ambizione di portare in alto il club toscano; proprio per questo motivo l’avvio incerto della squadra nel campionato cadetto, porta all’esonero di Mister Papadopulo. A distanza di poco però, risultati non incoraggianti spingono al suo ritorno in panchina, ottenendo la salvezza in Serie B. L’anno successivo, grazie alla presenza di Taglialatela, Taddei e Tiribocchi, il Siena vince il campionato e viene promosso in A.

Primo Storico campionato in A della Robur Siena: l’arrivo di Enrico Chiesa

Per affrontare la Serie A, il Presidente De Luca, decide di integrare, all’ottima squadra Robur di Serie B, un tocco d’esperienza e fantasia; l’uomo giusto è Enrico Chiesa. L’attaccante genovese è reduce da un anno trascorso nella Lazio, dove però ha trovato poco spazio. Arrivato con i biancocelesti da svincolato, reduce da qualche infortunio, al termine della stagione conta solo 12 presenze e due goal. Un bottino piuttosto limitato per un attaccante del suo livello. Quando arriva nell’estate del 2003 l’offerta del Siena, non può che accettarla; voglia di rimettersi in gioco e di tornare protagonista, lo convincono che quello toscano fosse l’ambiente giusto per lui.

Siena nel cuore

Cinque fantastiche stagioni indossando la maglia n° 10 del Siena; portando su di sé la responsabilità non solo di una squadra, ma di un’ intera città. Chiesa ha saputo vincere la sua sfida, dimostrando, ai più scettici, di essere ancora in grado di fare la differenza. L’avventura di Chiesa al Siena può essere riassunta con questi numeri: 134 presenze e 33 goal segnati, molti di questi spesso decisivi; giusto ricordare inoltre che la Robur Siena con lui non è mai retrocessa. Un feeling incredibile con ambiente e città, tanto da durare anche a distanza di molti anni da quel fantastico periodo. Una tifoseria che ha saputo ammirare il Chiesa professionista, giocatore che, seppur a fine carriera, non si è mai risparmiato.

Il ricordo: la storica vittoria sul Milan

Sono tantissime le vittorie del Siena con Enrico Chiesa protagonista da ricordare; tra queste una merita una nota particolare: la vittoria conseguita sul Milan il 17 Aprile del 2005. E’ un Milan targato Carlo Ancelotti, che a breve avrebbe giocato la finale di Champions League con il Liverpool.

Di campioni ce ne sono fin troppi, quel giorno in campo contro la Robur: Kakà e Gattuso a centrocampo, Shevchenko e Crespo in attacco; mentre la Robur, con in panchina Mister De Canio, si affida in attacco ad Enrico Chiesa. L’attaccante genovese regge da solo il peso offensivo del Siena, solo uno strepitoso Dida riesce a negargli il goal nella prima frazione di gioco. Nella ripresa i rossoneri passano in vantaggio con Crespo ma Chiesa non demorde, è il primo dei suoi a credere nell’impresa quel giorno; si da un gran da fare, pressa ogni portatore di palla del Milan, inesauribile.

Poi arriva il suo goal, fatto di caparbietà e generosità; in quell’azione colpisce inizialmente il palo, riprende però la palla che indirizza, con tutte le sue forze, alle spalle di Dida. Neppure il disperato tentativo di Rui Costa, sulla riga di porta, riesce ad impedirgli di esultare. Quando esce dal campo, lo stadio gli dedica una standing ovation; al suo posto entra Cozza, il quale completerà l’opera siglando il goal vittoria e rendendo storica quella giornata.

Per i tifosi della Robur questo è sicuramente uno dei ricordi più belli di Enrico Chiesa uomo e campione, capace di regalare cinque fantastiche stagioni.

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