Cultura

Rock Memories#4: Jethro Tull

#ROCKMEMORIES
” #Rockmemories è un modo di ricordare artisti di oggi e di ieri legati alla mia vita, una vita che ha una sola passione: quella per la musica ed il rock in particolare, strizzando un occhio ai vinili che fanno parte della mia collezione. 
Condividere periodicamente con voi i miei ricordi sarà come creare insieme una colonna sonora: ognuno di noi ha giorni felici e meno felici che la musica, come per magia, può riportare alla mente e suscitare #emozioni evocare #volti e farci #sognare “
Pasquale Colosimo

Era un pomeriggio.
Primo pomeriggio di qualche anno fa, con i miei amici eravamo soliti ritrovarci dopo pranzo al bar per prendere il caffè assieme decidere cosa poter fare nel pomeriggio. Ci ritrovavamo lì ognuno con il suo motorino, io con il mio fantastico SI della Piaggio, rosso e con un bel adesivo di Jim Morrison che in paese era inconfondibile e si riconosceva da lontano, e chi invece aveva lo Zip e chi il Boss, insomma eravamo più o meno tutti motorizzati.
Era un pomeriggio d’autunno, finite quelle lunghe giornate passate a cazzeggiare iniziava ad arrivare il freddo,  quindi studiavamo cosa potessimo inventarci. Una cosa che facevamo spesso era riunirci a casa di qualcuno di noi, casa al mare o montagna, per poter bere fumare ascoltare la nostra musica e cazzeggiare… magari anche in dolce compagnia.
Dunque, dicevo, era un pomeriggio ed eravamo lì davanti al bar in piazza, i motorini tutti schierati, quando ad un tratto si avvicinò un altro gruppo, amici si, ma un po’ più grandi di noi. Loro stavano organizzando una serata in Sila, le nostre bellissime montagne, in casa di uno di loro; chiacchierammo e bevemmo qualcosa insieme e fu così che invitarono anche noi a passare la serata con loro.
Per noi fu una sorpresa: loro erano più grandi, erano i “fighi” del paese, i rocker trasgressivi e noi eravamo affascinati da tutto questo. Quindi senza pensarci oltre decidemmo di andare.
Inforcammo i nostri motorini, io passai al supermercato a comprare una cassa di birra, gli altri presero ovviamente altre cose da bere.
Fu una serata fantastica, davanti al camino acceso eravamo in tanti, il mio gruppetto e il loro: uno, dai lunghi capelli ricci, suonava la chitarra molto bene e così ci divertimmo molto. C’era anche uno stereo e dopo aver suonato la chitarra per un bel po’ il tipo decise di riposarsi e di bere qualcosa quindi mise una musicassetta nello stereo e io rimasi ipnotizzato ad ascoltare: mi colpi subito la melodia di un flauto suonato da un menestrello, un folletto, non capivo! Erano i Jethro Tull e l’album era Aqualung.
Album meraviglioso, il quarto della band pubblicato nel 1971.
Musica progressive rock, pezzi come appunto Aqualung che dà il titolo all’album, My god, Wind up,  mi rimasero subito impressi nella memoria… Ascoltai questo album fino a rovinare la musicassetta e poi, giustamente, comprai il cd. Oggi conservo con particolare cura il vinile.
La storia della copertina dell’album merita un paragrafo a parte.
La copertina mostra infatti un dipinto dell’artista Burton Silverman. L’idea venne da una fotografia di un senzatetto scattata dalla moglie di Anderson, la voce del gruppo. Il senzatetto richiama le fattezze di Ian Anderson, anche se Silverman sostenne che fosse un autoritratto.
E poi arrivò l ‘inverno.
I motorini parcheggiati nel garage.
Decidemmo di affittare una casetta, cosi facevano del resto tutti i ragazzi per avere un posto loro dove riunirsi. Affittammo per pochi spiccioli una casetta nel centro storico del paese ormai abbandonata dove poter passare le serate davanti al camino acceso, le immancabili bottiglie da svuotare e qualcosa da fumare per “viaggiare” con tanta bella musica… inutile aggiungere che per la musica ci pensavo sempre io!
Quell’ anno fu un anno molto rock, lo passammo ad ascoltare…

…ma questa è un’altra storia!

L’artista:
I Jethro Tull sono un gruppo rock progressivo, originario di Blackpool in Inghilterra, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson. La loro musica è contraddistinta dalla presenza dominante del flauto traverso, suonato dal virtuoso leader Ian Anderson. Dopo un esordio all’insegna del richiamo al blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, sperimentando vari generi; dal folk rock all’hard rock, dal progressive rock alla musica classica.[1][2]. Hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo[3].

Pasquale Colosimo

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