Basket

Rodriguez, l’Olimpia Milano sulle spalle

Il basket italiano ora è fermo. Come tutto lo sport. Chissà quando si riprenderà, ma non siamo qui a tirare a indovinare. E’ qualcosa che non ci compete. Di sicuro, questa volta, lo stop non riguarda la crescita della nostra lega. Ok, niente di eclatante, ma il livello quanto meno si è alzato. Non lo si può negare. Tanto ha influito l’approdo di star mondiali. Ora c’è bisogno di sognare. Molti in questi giorni sono vittime del back in the days. Ovvio, il passato sembra sempre meglio. Questa volta, però, andremo meno indietro del solito. Di qualche mese. Quando l’estate ci regalava il ritorno dei campioni. Quando la Milano con le scarpette rosse era pronta alla rivoluzione. La nuova Olimpia di Ettore Messina e Sergio Rodriguez.

Rodriguez, il benvenuto di Messina

Milano riparte da Ettore Messina. Ma anche il buon Ettore sceglie Milano. Dopo gli anni a servizio di un certo Gregg Popovich, è giunta l’ora di tornare a casa. Nel modo migliore. Con un progetto ambizioso. L’Armani deve rifarsi un nome in Europa. E pure in Italia, però, si fatica più del previsto. Il mercato lo gestisce lui. Servono dei top players. Voce in cui rientra Sergio Rodriguez. Un vincente nato. Dunque, nella testa di Messina sarà il “Chacho” a illuminare il Forum.

Rodriguez
Sergio Rodriguez con la maglia del CSKA Mosca (Getty Images)

Rodriguez, però, è un clutch. Il sesto uomo che ti salva la partita. La carriera parla per lui. In NBA la panchina l’ha vista. Ha trovato spazio con i 76ers, ma la cosa è durata poco. Al Real Madrid e al CSKA ha fatto la differenza. Così come oggi. Non a caso è l’MVP 2014 dell’Eurolega. Non è, però, mai stato il play fisso. Con i blancos doveva coesistere con Rudy Fernandez e Sergio Llull, in Russia con Hackett. Messina lo sa. Infatti, molto spesso è Shelvin Mack a partire da titolare. Il problema qual è? Mack non è all’altezza. Nascono, quindi, le prime incertezze.

No Chacho no party

La squadra senza il “Chacho” si perde. Mack, però, non è il solo a deludere. Aaron White ci mette del suo. Lontano parente di quello visto con lo Zalgiris. Per non parlare di Nedovic. Sempre out e mai costante. Messina credo non ci dorma la notte. Così, Rodriguez a 33 anni deve trasformarsi nel “Salvatore”. Il leader della squadra. L’Olimpia non è fluida. Fatica in Serie A e in Eurolega scoppia. Dopo un inizio top, ora si vedono i limiti. Il Chacho, però, è sempre tra i migliori. Vuole dare il buon esempio.

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Sergio Rodriguez, quest’anno in Eurolega 28 presenze e una media di 13 punti.

Shelvin Mack lascia l’Olimpia. Al suo posto arriva Keifer Sykes, ma le cose non cambiano. Neanche sta volta il mercato offre di meglio. L’ex Scandone non è uno di gestione. Ha più punti nelle mani. Anche lui, quindi, non è il profilo adatto. Rodriguez gioca tanto. Troppo per la sua età. E’ difficile, però, vederlo impreparato. Fa sempre il suo. Quando conta c’è. Peccato si trovi in un contesto a lui poco funzionale. Forse, anche un po’ troppo “anziano”. Lui va al suo ritmo, mentre ora è costretto ad adattarsi.

Olimpia, sorrisi a metà

Chacho è anch’esso un po’ vittima del mercato. Messina ha, dunque, qualche colpa. Non è stato un buon architetto. La squadra soffre del poco atletismo e dell’età media. I nomi ci sono. Forse sono un po’ troppo giocatori di sistema. Certo, ripartire quasi da zero non è facile. I supporters, comunque, si aspettano di più. La squadra non è giovane. Si pensava subito a puntare in alto. Ora tutto porta ad etichettare il primo anno “messiniano” come fallimentare. La classica stagione dell’Olimpia. Tanto fumo ma pochi fatti. Rodriguez rimane, comunque, una certezza.

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