Roma, gli indizi dicono Conte ma Ranieri…

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Di Andrea Mari

La Roma pianifica il suo futuro ma, intanto, cerca di rendere il presente migliore del recentissimo passato. La buona prestazione contro il Cagliari (3-0) ha convinto tutti ed i tre punti incamerati permettono ai capitolini di coltivare il sogno Champions League. Intanto, due indizi potrebbero avvicinare Conte. Ranieri permettendo.

Parola d’ordine: migliorare. Nel presente e nel futuro. Perché il passato, dopo anni, potrebbe estromettere la Roma dalla prossima Champions League. Sabato pomeriggio, i capitolini di Ranieri hanno massacrato il Cagliari, ormai salvo, guidato da Maran con un netto 3-0. Il risultato, figlio di una prova sontuosa, risulta bugiardissimo: i giallorossi non sono stati precisi sotto porta e la moltitudine di palle goal create dalle parti di Cragno non rispecchia il passivo finale.

La prova positiva della Roma sintetizza l’ottimo lavoro di recupero, soprattutto psicologico, attuato dall’ex mister di Leicester e Fulham: la difesa appare molto più solida del passato (ottima gara di Fazio, anche a segno), N’Zonzi sembra più a suo agio nel nuovo scacchiere tattico, Kluivert è stato un rebus irrisolto per la difesa sarda e Pastore (sì, quello sparito dai radar tra infortuni e poco utilizzo) ha sfoderato una prestazione da dieci in pagella condendo il tutto con un goal di pregevole fattura.

Nonostante questo quadretto incoraggiante, Pallotta e Baldissoni (con l’attenta regia di Totti) pianificano l’arrivo di Antonio Conte sulla panchina della Roma. C’è chi giura, addirittura, che non esista un piano alternativo. Almeno attualmente. L’ex tecnico di Juventus, Nazionale e Chelsea è il profilo preferito in quel di Trigoria e la dirigenza capitolina si sta preparando il terreno prima di piazzare un vero colpo di mercato a livello di guida tecnica. Scopriamo, insieme, i due indizi che potrebbero avvicinare il leccese alla capitale.

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James Pallotta, presidente della Roma (Credit: Insidefoto Antox Baldassarre)

Petrachi nel ruolo di direttore sportivo

Il primo tassello per arrivare ad Antonio Conte si chiama Gianluca Petrachi. Sia chiaro: nessuna cortesia personale all’ex mister juventino. L’attuale direttore sportivo del Torino si è meritato la possibilità di lavorare nella capitale dopo aver svolto un lavoro eccelso alla corte di Urbano Cairo, presidente del club granata. Tra Conte e Petrachi, però, c’è un profondo rapporto di stima ed amicizia.

Dopo aver vissuto battaglie interne tra consiglieri esterni, direttori sportivi ed allenatori poco assecondati in sede di calciomercato, Pallotta vorrebbe costruire una nuova armonia all’interno della sua squadra. Il dirigente concittadino di Conte, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sembra esser stato avvistato con il presidente della Roma in un incontro galeotto.

Petrachi ha già accettato la corte spudorata dei giallorossi ma il suo attuale datore di lavoro non sembra intenzionato a lasciar partire il proprio direttore sportivo minacciando le vie legali. Una soluzione, alla fine, dovrebbe comunque trovarsi: in caso di firma, Massara (attuale ds) lascerà quasi certamente il club capitolino.

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Gianluca Petrachi, promesso sposo della Roma (Credit: Calcio Style)

Il ritorno a Roma di Bertelli tra i preparatori

Il secondo tassello porta il nome di Paolo Bertelli, attuale preparatore atletico del Chelsea. Il fiorentino potrebbe ritornare in quel di Trigoria: Bertelli ha vestito il giallorosso dal 2005 al 2011 contribuendo alle vittorie capitoline di quel periodo. È l’uomo di fiducia di Antonio Conte: i due hanno lavorato insieme in Nazionale e, successivamente, a Londra portando degli ottimi risultati sotto tutti gli aspetti.

I troppi infortuni muscolari patiti in stagione dalla Roma obbligano Pallotta a rivoluzionare la voce “Preparatori atletici“: (ri)portare nella Città Eterna un professionista vicino a Conte potrebbe agevolare ancor di più l’arrivo del sogno proibito dei romanisti.

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Conte e Bertelli al Chelsea (Credit: Getty Images)

Roma, ma Ranieri?!

Capitolo da non sottovalutare. Nessuno deve farlo, innanzitutto. Perché Claudio Ranieri, arrivato a marzo in sostituzione di mister Di Francesco dopo aver firmato un contratto in bianco, sta costruendo un piccolo miracolo sportivo: avverare le cose semplici in quel di Roma. Casa sua. Il testaccino convince tutti: dirigenza, calciatori e tifosi ed una sua permanenza, in caso di piazzamento in Champions League, non è da escludere.

La bontà del suo operato è tangibile: i giocatori non sembrano più slegati ma giocano, finalmente, da squadra risultando più solidi in fase difensiva. Tutto questo sintetizza l’attuale situazione in classifica: i capitolini sono a quattro lunghezze dal terzo posto detenuto dall’Inter. Al termini di Roma-Cagliari, il mister romanista (è bene sottolinearlo, ndr) ha parlato anche di Antonio Conte.

“Certo, vorrei rimanere anche l’anno prossimo ma sarei ben felice di vedere Antonio su questa panchina: è un grande allenatore e certamente potrebbe fare molto bene. In ogni caso, se dovesse venire, sarei l’ultimo a saperlo ma… andrei a prenderlo all’aeroporto”.

Ranieri si vede ancora nel ruolo di allenatore (come dargli torto?), ma Pallotta tenterà in tutti i modi di annetterlo all’organigramma dirigenziale: per lui è pronta una poltrona da direttore tecnico. Un giusto premio per l’amore di un romano verso la propria squadra del cuore…

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Ranieri all’Olimpico (Credit: Giallorossi.net)

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