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Roma, tragedia sul lavoro: muore giovane meccanico

Tragedia sul lavoro, giovane meccanico di 26 anni muore mentre ripara una moto

Una triste vicenda, l’ennesima tragedia sul luogo di lavoro. Gian Marco Di Falco muore così, nell’officina dove lavora come meccanico mentre cerca di riparare una moto. Una brusca caduta gli è costata la vita.

Non sono ancora chiare le dinamiche dell’accaduto, sul quale stanno indagando gli agenti del Commissariato di Marino, comune in provincia di Roma, intanto è stata disposta l’autopsia sul corpo del giovane.

Venerdì 18 ottobre, mancano cinque minuti alle 19:00, è quasi l’orario di chiusura e Gian Marco si apprestava a terminare il collaudo di una moto di grossa cilindrata. Monta su per spostarla all’interno del capannone adibito ad officina.

Poi improvvisamente perde il controllo della moto e va a scontrarsi contro il muro, cadendo e battendo bruscamente il capo. Il titolare dell’officina dove il ragazzo era regolarmente assunto, ha immediatamente allertato i soccorsi.

Purtroppo non c’è stato nulla da fare, i sanitari accorsi hanno potuto solo constatare la morte del giovane meccanico. Al vaglio degli inquirenti le testimonianze dei presenti, incluso il titolare del negozio ed i suoi colleghi.

Un giovane meccanico perde la vita mentre sta effettuando un collaudo ad una moto nell'officina dove lavorava.
Fonte: Google immagini

Gian Marco amava le moto più di ogni altra cosa. Fan di Valentino Rossi non perdeva mai una gara. Originario di Gregna Sant’Andrea, comune tra Roma e Ciampino, subito dopo il diploma aveva trovato lavoro come meccanico e ne era fiero.

Chi lo conosceva lo descrive come un ragazzo tranquillo e di buona famiglia, una persona responsabile. In tanti non si danno pace per ciò che è accaduto. Ci vorrà il tempo necessario per giungere ad una spiegazione che possa in qualche modo spiegare una morte così “banale”.

La prima risposta dovrà prima di tutto far luce sulle misure di sicurezza, ad iniziare dal casco che non indossava Gian Marco al momento dell’impatto, che molto probabilmente gli avrebbe salvato la vita.

La morte di Gian Marco si aggiunge alla già lunga lista di infortuni mortali sul luogo di lavoro. Il 2019 in questo senso, è stato l’anno più brutto in assoluto. Secondo i dati, in Italia ci sono mediamente tre decessi al giorno sul luogo di lavoro.

Rosanna Dettori, responsabile nazionale della sicurezza sul lavoro per la Cigl, parla di “situazione drammatica, dove è necessario un piano nazionale per la prevenzione, una formazione per i lavoratori ed i piccoli imprenditori”.

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