Grazie al Programma di Coaching Stage per il rugby femminile, finanziato da World Rugby, l’ex giocatrice è entrata a far parte del team preparatorio dell’Inghilterra, fino alla prossima Coppa del Mondo.

Amy Turner, dal rugby femminile a coach

È di venerdì 18 settembre l’annuncio della scelta di Amy Turner come stagista per il team di preparazione dell’Inghilterra all’interno del programma promosso dall’organizzazione mondiale. La giocatrice annovera esperienza sul campo nella squadra delle Harlequins e nella nazionale inglese, per cui ha giocato nella Coppa del Mondo del 2006 e del 2010 nonché nel Sei Nazioni dello stesso anno. Ritiratasi come atleta nel 2018, Turner ha poi intrapreso la strada di allenatrice come Responsabile di percorso e performance e, successivamente, come coach dell’Under 20 inglese. Ora, a 36 anni e una delle poche allenatrici ad aver raggiunto il Livello 3, avrà l’opportunità di passare nel team della squadra senior in un anno importantissimo per la squadra in vista dell’evento in Nuova Zelanda 2021.

Amy Turner nella nazionale inglese di rugby femminile, contro la Nuova Zelanda. Credits: world.rugby
Amy Turner nella nazionale inglese di rugby femminile, contro la Nuova Zelanda. Credits: world.rugby

A BBC Sports, ha dichiarato:

“Voglio aiutare a portare [le ragazze] nel giusto stato mentale e fargli conoscere i nostri punti di forza. […] Sarò completamente concentrata come coach e come membro del team di preparazione, e ‘Mids’ [Simon Middleton] è stato davvero fantastico nel chiarire che io sarò coinvolta nella guida e nella pianificazione delle sessioni durante l’anno”.

Anche la RFU, nella persona di Nicky Ponsford, capo della prestazione femminile, ha confermato l’efficacia di questa scelta: 

“Stavamo cercando una giovane aspirante coach agli inizi della propria carriera ed Amy era una candidata eccezionale: Amy è una giovane allenatrice zelante e talentosa con una personalità, un entusiasmo e una volontà di crescere contagiosi”.

La World Rugby punta sulle allenatrici

La World Rugby aveva annunciato a inizio mese, il 3 settembre, il lancio di un programma per incoraggiare le donne ad intraprendere la carriera di allenatrici. È nato così il Programma di Coaching Stage all’interno della Coppa del Mondo 2021, che prevede per le donne un periodo di 12 mesi all’interno degli staff delle nazioni che faranno parte della competizione. Ogni nazionale potrà scegliere la propria candidata, la quale avrà l’opportunità di lavorare nel team preparatorio, imparando e sviluppando esperienza come coach.

Questa decisione è stata presa dopo la revisione sul Coaching Femminile in posizioni di alto livello commissionata da World Rugby nel 2018. I risultati mostrarono una grave mancanza di rappresentanza femminile nei ruoli di allenatrici; in particolare, alla Coppa del Mondo 2017 e alle Olimpiadi di Rio del 2016, solo una donna era capo allenatrice e tre erano assistenti coach. Così, l’organo mondiale si è prefissato che, entro il 2025, almeno il 40% delle posizioni di rilievo nel coaching saranno occupate da donne. Uno stage è infatti fondamentale per le aspiranti allenatrici in quanto consente di acquisire l’esperienza che paradossalmente viene negata. E senza esperienza è ovviamente estremamente difficile raggiungere i ruoli.

Delle nove squadre partecipanti alla World Cup neozelandese, sei hanno annunciato le proprie stagiste. Oltre ad Amy Turner, sono state selezionate Maria Gallo per il Canada, Céline Allainmat per la Francia, Kate Daley per gli Stati Uniti, Laurian Johannes per il Sudafrica e Inge Visser per l’Australia. Usciranno successivamente le scelte degli altri paesi già qualificati, ovvero Nuova Zelanda, Galles e Fiji, mentre bisognerà aspettare ulteriormente per vedere quali saranno le nazioni che si qualificheranno e che, naturalmente, potranno anch’esse usufruire di questo innovativo programma.

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