Cinema

La masterclass di Russell Crowe diverte e incanta

Bagno di folla per Russell Crowe. L’attore, nel pomeriggio di ieri è stato accolto dai fan all’Auditorium della Conciliazione in occasione della masterclass organizzata da Alice nella Città. Alla Festa del Cinema presenterà il suo secondo film alla regia, Poker Face.

La masterclass di Russell Crowe ad Alice nella Città

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Crowe ha, fin dal suo ingresso, infranto tutte le etichette. La masterclass, indirizzata agli studenti di cinema, prevedeva la visione di una serie di clip della filmografia dell’attore. Ma Russell non ci sta, dice, ironicamente, “Potete guardarvele a casa”. E quindi inizia con un monologo sulla sua carriera da attore, iniziata in Nuova Zelanda a sei anni. La mamma si occupava dei catering sui set e Crowe sostituì un bambino che si era ammalato. Russell ha iniziato non come un “child actor”, ma come un “child extra”, un bambino comparsa. Dopo lavoretti saltuari, esibizioni a teatro e come cantante (più di duemila, rivela), a venticinque anni approda per la prima volta sul grande schermo. Racconta tutto con il suo piglio ironico, un po’ piacione e, tra le risate del pubblico e dell’interprete, si lascia andare con qualche fucking e shit durante il suo monologo. 

Si muove tra le poltrone e chiede agli studenti di cinema di rivolgergli domande sull’industria e sul suo lavoro. Nel botta e risposta coi ragazzi parla di compositori, registi del calibro Ridley Scott (“è stata dura lavorare con Ridely Scott”), attori tra cui Joaquin Phoenix (insicuro per la sua performance di Commodo ne Il Gladiatore). Discute di passione, del ruolo dell’arte e del privilegio di lasciarsi emozionare dal cinema. Incita gli studenti ad inseguire i propri sogni: il momento, prima o poi, arriverà per tutti, basta solo aspettare. 

La masterclass di Russell Crowe diverte e incanta, parla senza filtri di soddisfazioni e rimpianti. Uno tra tutti, quello del film Les Miserables. Rivela che è stata un’esperienza indimenticabile sul set, anche grazie agli attori e al suo essere circondato dalla musica, altra grande passione. La postproduzione, tuttavia, gli ha lasciato l’amaro in bocca: “Non mi è piaciuto il lavoro che hanno fatto sul mio personaggio. In questo film faccio schifo”, racconta, sarcastico. 

In ultimo, dopo due ore intense di masterclass, Russell Crowe riceve il Premio Speciale per i vent’anni di Alice nella Città. Negli scorsi giorni ha ricevuto dal sindaco Roberto Gualtieri anche il riconoscimento come ambasciatore di Roma nel mondo.

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Carola Crippa

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