A Budapest c’era la mamma di Gianmarco Tamberi, Sabrina Piastrellini, anche lei ex atleta. Sabrina si è laureata, si è sposata e ha avuto i suoi regali più belli: i figli Gianluca e Gianmarco Tamberi che guarda con orgoglio. Ma anche con un pizzico di rammarico. «Non sono riuscita a stare loro vicino negli studi e dare quello che hanno potuto dare altre madri, ho dato loro poco sotto il profilo scolastico. Perché ero in difficoltà. Però oggi sono certa di aver sopperito trasmettendogli ed insegnando loro un’educazione al rispetto e alla sensibilità umana. Dove non arrivavo con la metodicità sono arrivata con l’empatia e la correttezza».

Oggi Sabrina è più serena e si gode davvero il suo impegno lavorativo-sociale e i suoi figli. E si gode i successi di Gianmarco, vero campione di atletica arrivato alla ribalta delle cronache mondiali. E allora, per chi ha le difficoltà di Sabrina Piastrellini, la mamma di Gimbo, cosa si prova a vedere il proprio figlio nelle tv nazionali in cerca di un’impresa sportiva o in qualità di commentatore alle Olimpiadi? «Ho sempre paura che sbagli perché è il terrore con cui ho sempre convissuto io. Anche se so che non ce ne è motivo. E allora spesso evito di guardare. Ma è il mio orgoglio. Per me lui ha già vinto». 

Parlando del difficile rapporto tra Gianmarco ed il padre Marco, suo allenatore fino a marzo scorso con tanti alti e bassi, la mamma ha detto, “è stato un rapporto non facile ma molto produttivo per l’atletica, la tecnica l’ha data il padre, purtroppo i caratteri sono molto simili, non sono uguali, si sono scontrati parecchie volte anche perché si ascoltano poco“. Alla domanda se ha fatto da “arbitro” tra i due, la signora Piastrellini ha risposto, “quando ero in casa sì”. Poi un auspicio, “io non colpevolizzo nessuno ma speriamo che anche da parte del padre ci sia un momento di apertura“. 

La mamma di Gianmarco Tamberi: “Un figlio così sarebbe indispensabile per tutti”

E poi un commento di gioia e orgoglio per l’impresa del terzo oro, quello mondiale dopo quello europeo e olimpico, che colloca Tamberi nella storia dell’atletica. “Un figlio così sarebbe indispensabile per ogni mamma, per tutto quello che è, molto dolce, grintoso, tenace, ha sempre il pensiero anche per le persone meno fortunate. Non ci sono altri aggettivi, per me è adorabile”.