Cultura

Sacro Bosco di Bomarzo, il magico parco dei “mostri”

Orco, Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.
Orco, Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.

Per il nostro appuntamento settimanale con ViaggiAmo, oggi abbiamo scelto uno dei luoghi più curiosi e sorprendenti del nostro Paese, il Sacro Bosco di Bomarzo. Complesso monumentale in provincia di Viterbo, il parco risale al XVI secolo.

Il parco tra natura e magia

Il Parco dei Mostri, noto anche con il nome Sacro Bosco di Bomarzo, fu ideato dall’architetto da Pirro Ligorio e voluto dal Principe Pier Francesco Orsini, “sol per sfogare il core“. Così, infatti, si legge su un obelisco e non è di certo un caso. L’iscrizione potrebbe riferirsi alla prematura morte dell’amata moglie del Principe, Giulia Farnese, avvenuta nel 1560. Costruito a partire da quell’anno e concluso nel 1585, il parco doveva essere, dunque, un luogo ameno, sacro, privo di sofferenza, dove l’Orsini si rifugiava per ritrovare la pace in seguito al terribile accaduto.

Ed ancora oggi il luogo sortisce le stesse sensazioni: una volta entrati, ci si accorge del fatto che in qualche modo ci si sta allontanando dalla realtà, per abbracciare invece un mondo straordinario, immerso nella natura e popolato da monumentali creature magiche. Ed ecco che il simbolo del bosco è proprio una gigantesca immagine di orco, dall’aspetto mostruoso. Inciso sul labbro superiore è “Ogni pensiero vola“.

In questa frase è proprio racchiuso il fine ultimo del parco: allontanare dalla mente qualsiasi pensiero e preoccupazione sentendosi finalmente in pace con se stessi e con la natura.

Bosco di Bomarzo: un percorso spirituale tra creature mostruose e architetture curiose

L’ingresso al parco è individuato da due sfingi, con iscrizioni sulla base, dalle quali si intraprende il percorso che conduce alla sommità del luogo, dove è collocato un tempietto. Quest’ultimo può significare il raggiungimento di un obiettivo, in questo caso probabilmente la conclusione di un percorso interiore.

Panca etrusca, Sacro Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.
Panca etrusca, Sacro Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.

Facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi

L’iscrizione posta sulla panca etrusca indica proprio il tipo di viaggio che intraprenderemo una volta entrati e quali saranno i personaggi che accompagneranno il nostro cammino. Infatti, subito ci si trova a tu per tu con il Proteo-Glauco, essere acquatico della mitologia greca associato alla sua capacità di mutare forma. Due giganti, Ercole e Caco, lottano poi davanti ai nostri occhi con l’evidente e ben nota vittoria del primo sul secondo. Da alcune fonti, sembrerebbe che il Principe Orsini fosse particolarmente attratto dai giganti, ossessione che potrebbe essere confermata proprio dalle grandiose figure che popolano il parco.

Oltre a quelle sopra accennate, ne troviamo ancora tante altre. Percorrendo un livello leggermente inferiore, che si raggiunge attraverso una scala in pietra, si arriva a un gruppo di sculture monumentali, costituito da un’enorme tartaruga, sopra al cui carapace si trova la figura di una donna in piedi su un globo, una Nike o Vittoria alata

Tartaruga, Sacro Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.
Tartaruga, Sacro Bosco di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.

Tra le statue di enormi dimensioni e dalla varia simbologia, ci imbatteremo poi in strutture legate alla sfera dell’acqua, come vasche o fontane. In questo caso, possiamo citarne alcune delle più significative: la Fontana del Pegaso, la Fontana dei Delfini, il Ninfeo con la raffigurazione delle Tre Grazie.

La casa pendente

Secondo il critico d’arte Maurizio Calvesi, di poco precedente alla progettazione del parco stesso è la casa pendente, così detta proprio perché straordinario esempio di costruzione dalla pendenza irregolare. Questa sarebbe stata realizzata nel corso degli anni ’50 del Cinquecento, quando il Principe doveva essere prigioniero in seguito a un’operazione militare non andata a buon fine. Questo spiega la dedica, sulla facciata, al cardinal Madruzzo, intervenuto per liberarlo.

Casa pendente, Bosco Sacro di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.
Casa pendente, Bosco Sacro di Bomarzo. PhotoCredit: dal web.

Fondamentale è fare l’esperienza di entrare all’interno di questa curiosa struttura, in quanto ci troveremo improvvisamente smarriti, con la sconvolgente sensazione di aver perso l’equilibrio.

Proseguendo ancora lungo il percorso, ci si accorgerà di incontrare personaggi della mitologia, legati alla sfera dell’aldilà. In particolare, vedremo una maestosa Proserpina (dea degli Inferi) e il mostruoso Cerbero. Infine, legate alla sfera della fantasia, sono l’orco e il drago.

Dunque, il Sacro Bosco di Bomarzo è un mondo incantato che potrà incuriosire non solo i più piccoli ma anche i visitatori più adulti, che potranno così distaccarsi per qualche ora dalla frenetica quotidianità.

Martina Pipitone

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