Salvini, battuta di arresto: fallisce l’assedio in Emilia

Il leader della lega deve fare i conti con il primo passo falso da molto tempo. La Calabria passa al centrodestra ma l’Emilia Romagna si conferma roccaforte rossa

A mezzanotte Salvini compare davanti alle telecamere, consapevole di aver già perso. E commenta cosi:” E’ stata una cavalcata eccezionale. Avere una partita aperta per la prima volta dopo settant’anni è già un grande risultato”. Ma il suo piano di ascesa su scala nazionale andrà completamente rivisto. La verità è che queste elezioni rappresentano un incidente di percorso inatteso.

Salvini
I risultati in Emilia Romagna rappresentano una battuta d’arresto per i piani della Lega – Photo Credit: Flickr.com

Occorre infatti tenere conto della mole di risorse spese nella campagna elettorale, di quanto la Lega abbia “puntato” su queste elezioni. Solo negli ultimi venti giorni Salvini ha partecipato a 150 comizi. E tra selfie e battute di spirito ha passato in ciascuno degli incontri circa un’ora e mezza tra la folla. Dedicando particolare attenzione ai centri piccoli, ha cercato di sfruttare l’effetto celebrità: farsi vedere dove altri personaggi noti non passano mai.

Ma tutto ciò non è bastato e la sconfitta brucia. E allora Salvini si presenta a mezzanotte ai microfoni, prima di tutti gli altri, così nessuno può dire che non sa perdere. Intano negli ambienti leghisti circola l’insofferenza. La sensazione è quella di aver mancato un appuntamento importante. Due sere prima delle elezioni secondo un’indagine arrivata nelle mani della Lega la Borgonzoni era avanti di 2,8 punti rispetto a Bonaccini. I risultati finali invece dicono tutt’altro. E allora via con il complottismo e la paranoia dell’imbroglio elettorale.

Ma se analizziamo i risultati, c’è un dato che salta subito all’occhio: i 5 stelle sono quasi del tutto scomparsi, sia in Emilia che in Calabria, regioni in cui sono nati politicamente. E ciò viene giudicato positivamente da Salvini. Ma l’altro lato della medaglia è costituito dal voto degli ex-elettori pentastellati. Nella maggior parte dei casi la croce è andata sul nome di Bonaccini. Difficilmente quantificabile ma sicuramente efficace il contributo delle Sardine. Conte e Zingaretti ringraziano.

Conclusioni e spunti di riflessione

Salvini ha pagato la trasposizione su scala nazionale di un confronto che doveva essere locale. Ha dovuto necessariamente promuovere se stesso, finendo per oscurare chi poi avrebbe dovuto governare davvero l’Emilia Romagna, la Borgonzoni. Spunti e conclusioni da trarre per la Lega: organizzare una classe dirigente affidabile in grado di agire in maniera autonoma dal suo leader, che ha fatto sì le fortune della Lega, ma che rischia di pagare caro gli eccessi di protagonismo.

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