Diffidare sempre da coloro a cui non piacciono i film d’amore: la maggior parte delle volte non è vero. Abrogata come la festa inno al consumismo e all’amore verso il materialismo, riducendo il sentimento al bisogno egoistico e narcisistico che ci porta ad amare, San Valentino è una di quelle feste che odiano tutti ma che, in fondo – in fondo, ci dà la scusa per abbandonarci a smielati romanticismi e a folli passioni. Non c’è bisogno di fiori e regali per festeggiare l’amore, quindi ecco cinque film da consumarsi con il fuoco di una notte, da soli o in compagnia poco importa. L’importante è abbandonarsi alla cieca follia dei sentimenti.

San Valentino: cinque film d’amore oltre il capitalismo

 10 cose che odio di te (Gil Junger)

Chi odia 10 cose che odio di te non ha mai visto 10 cose che odio di te, perché è il film d’amore per eccellenza. Dalla vena squisitamente adolescenziale, il film racconta di due sorelle dal carattere opposto ma -attenzione- la storia non è così scontata come può apparire. Nel bel mezzo del film compare una bellissima interpretazione di Heath Ledger della canzone Can’t take my eyes off you, come resistere?

Solo gli amanti sopravvivono (Jim Jarmusch)

Solo gli amanti sopravvivono – Jim Jarmusch

Un film non per i deboli di cuore e, soprattutto, non per chi desidera qualcosa di leggero e spensierato. Solo gli amanti sopravvivono è – quasi – un’esperienza immersiva all’interno della vita di due vampiri millenari al tramonto della loro esistenza e del loro amore, accompagnati da una delle colonne sonore più belle di tutti i tempi. Jaramusch offre una retrospettiva su tematiche sociali ed esistenziali, in cui amore e morte coesistono fino al collasso.

The Lobster (Yorgos Lanthimos)

Lanthimos lavora sul film manifesto del sentimento amoroso, delle relazioni umane, della fiducia e della paura che ne derivano. Capolavoro degli ultimi anni The Lobster si sedimenta su strati emotivi talmente effimeri che è difficile elaborare sensazioni tanto complesse. Eppure Lanthimos è riuscito a farlo ed è nella sequenza finale, nelle ultime frazioni di secondo prima dei titoli di coda, che esplicita il significato ultimo dell’amore, impossibile da ingabbiare con parole, ma chiaro e fortissimo nella rappresentazione dell’artista greco.

Mademoiselle (Park Chan-Wook)

L’amore in Mademoiselle nasce su gesti invisibili, si insinua nelle piaghe di vestiti troppo stretti e si sviluppa nel cortocircuito del proibito, quindi della rabbia. La storia tra la giovane ereditiera Hideko e dell’abile borseggiatrice Sook-hee sboccia tra affascinanti carezze saffiche per poi irrompere con un sentimento di coraggio e redenzione. Park Chan-Wook racconta l’amore tra due donne come solo un uomo potrebbe fare ma, nella perfezione magistrale delle sue inquadrature, è davvero difficile non rimanerne ammaliati.

The Loved Ones (Sean Byrne)

The Loved Ones calza a pennello per chiunque voglia assaggiare il gusto dell’horror misto al disperato, disperatissimo, bisogno di essere amati. Credo che si tratti di uno di quei film che chiunque dovrebbe vedere una volta nella vita, al di là dei grandi significati filosofici, semplicemente per il gusto di guardare un bel film e riparare, attraverso il turbamento, il proprio cuore spezzato.

Non è vero che la gente si ama ogni giorno: l’amore è fatto di tantissimi momenti in cui è difficile anche solo guardarsi in faccia. Per cui San Valentino offre la scusa perfetta per poter rimandare al giorno successivo tutto ciò che non amiamo di noi stessi e degli altri. La scusa per guardare un film d’amore e imparare ad amare nella realtà. E convincersi, infine, che ogni film racconta, in fine dei conti, una storia d’amore.

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Benedetta Vicanolo