La nazionalista Sanae Takaichi è stata nominata Primo Ministro del Giappone oggi, martedì 21 ottobre, diventando così la prima donna a ricoprire l’incarico nel paese. La signora Takaichi, 64 anni, è stata eletta al primo turno. La sua nomina diventerà ufficiale dopo l’incontro di rito con l’imperatore Naruhito, previsto sempre nella giornata odierna. La quinta leader dell’arcipelago dovrà affrontare una situazione politica delicata in patria, infatti, ha già un’agenda internazionale estremamente fitta di impegni, in particolare con la visita del presidente americano Donald Trump in calendario già la prossima settimana.

Il programma di Sanae Takaichi e le donne in Giappone

Si è impegnata a «rafforzare l’economia giapponese e ricostruire il Giappone in un paese capace di assumersi le proprie responsabilità nei confronti delle generazioni future». Takaichi, ammiratrice dell’ex premier britannica Margaret Thatcher, soprannominata la “Lady di Ferro”, ha promesso un governo con un numero di donne «scandinavo» rispetto alle sole due presenti nell’esecutivo di Shigeru Ishiba. Una di loro dovrebbe essere Satsuki Katayama, ex ministra per la Rivitalizzazione Regionale, che ricoprirà la carica di ministro delle Finanze secondo quanto riportato dai media giapponesi. Attualmente il Giappone si colloca al 118° posto su 148 paesi nel Rapporto 2025 sul divario di genere del World Economic Forum. La camera bassa del parlamento è composta solo dal 15% da donne.

Takaichi spera di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di salute delle donne e parla apertamente dei sintomi legati alla sua menopausa. Ma la sua posizione politica sulla parità di genere la colloca a destra del già conservatore Partito Liberal Democratico. Si oppone alla revisione di una legge che impone alle coppie sposate di condividere lo stesso cognome e sostiene una successione imperiale esclusivamente maschile.

La storia Sanae Takaichi

Nata nel 1961 nella prefettura di Nara, figlia di un impiegato e di una poliziotta, Takaichi è una figura atipica per la politica giapponese. Da ragazza suonava la batteria in una band heavy metal ed era appassionata di immersioni e automobili: la sua Toyota Supra è oggi esposta in un museo di Nara. Prima di entrare in politica aveva lavorato come conduttrice televisiva.

L’interesse per la politica nacque negli anni ’80, durante un soggiorno negli Stati Uniti, dove lavorò nell’ufficio della deputata democratica Patricia Schroeder. Lì scoprì quanto poco gli americani distinguessero tra Giappone, Cina e Corea. «Se il Giappone non sarà in grado di difendersi, il suo destino sarà sempre in balia dell’opinione superficiale che gli Stati Uniti hanno di esso», concluse. Takaichi è considerata una erede politica di Shinzo Abe, l’ex premier assassinato nel 2022, con cui condivide la visione di un Giappone forte, economicamente espansivo e militarmente più autonomo.

Ha promesso di rilanciare la Abenomics, la strategia basata su spesa pubblica, tassi d’interesse bassi e politiche monetarie espansive, adattandola a una fase segnata da inflazione moderata e debito record al 250% del pil.