Cinema

Sanctuary: recensione

Sanctuary, pellicola di Zachary Wigon, è uno dei primi film presentati nella sezione Progressive Cinema – Visioni per il mondo di Domani della Festa del Cinema di Roma. Il film, con protagonisti (e unici attori) Margaret Qualley e Christopher Abbott, è un thriller romantico che indaga i rapporti e gli squilibri nelle relazioni tra uomo e donna. 

Un gioco di finzione costante

Hal, ricco ereditiere di una catena di alberghi di lusso, accoglie nella sua stanza d’hotel una donna che lo sottopone ad un colloquio formale. Ben presto, però, si scoprirà che in realtà l’intervista segue un copione scritto dall’uomo e che la donna, Rebecca, è una sex worker e dominatrice. Rebecca è stata ingaggiata dall’uomo per esplorare le sue fantasie sessuali, senza, tuttavia, che si consumino in un rapporto vero e proprio. Le vicende del film si svolgono nell’arco di una notte carica di tensioni, chiarimenti e continui giochi di finzione. Rebecca, infatti, dopo essere stata congedata e licenziata da Hal, fa ritorno alla stanza d’albergo per tentare di spostare la partita tra i due a suo favore. 

Sanctuary è un continuo gioco di finzione. A partire dalla scena iniziale lo spettatore si interroga costantemente sulla finzione o la veridicità dei dialoghi tra i protagonisti. Il gioco di ruolo culmina in un crescendo di tensioni e gesti violenti, volti alla sopraffazione e alla vittoria di solo uno dei due.

Squilibri e diseguaglianze

Gli squilibri nel film sono evidenti: il più chiaro è quello tra dom e sub. Rebecca è convinta di avere la situazione sotto il suo controllo e di conoscere Hal meglio di tutti. Hal, invece, si vergogna delle sue fantasie sessuali, al punto che licenzia la donna perché, in vista della sua promozione a CEO, vuole “far combaciare il suo lato interiore a quello esteriore”. I protagonisti giocano con i ruoli di genere, Rebecca in una scena sembra simulare il manspreading: rimarca il suo ruolo dominante e di superiorità.

Ma, soprattutto, in Sanctuary si sottolinea come il ribaltamento dello stereotipo dei ruoli di genere avvenga solo durante gli incontri tra i due. Hal, cresciuto da un padre machista e dominante, cerca, senza successo, di adattarsi al ruolo di Amministratore Delegato, nonostante non abbia né le competenze né la prepotenza o la scaltrezza adeguate. L’unica persona con cui si mostra debole è Rebecca. Rebecca, al contrario, è furba, intelligente, dominante e aggressiva. Si esalta grazie al potere che il rapporto tra i due sembra darle e afferma che Hal è l’unico uomo con cui non si vergogna di essere se stessa. Il carattere di Rebecca, che le ha permesso di muoversi e vincere in un mondo in cui è ai margini, scardina completamente gli stereotipi dei ruoli di genere.

I due personaggi sono l’esatto opposto di ciò che la società si aspetta, come da stereotipo, da uomini e donne. Ci si trova di fronte ad un ulteriore gioco di finzione: la società patriarcale è essa stessa fittizia, al contrario delle dinamiche tra i due che esprimono la loro vera essenza e il loro carattere autentico.

Altro squilibrio è quello che lega i personaggi alla loro condizione economica. Soprattutto, si evidenzia il legame tra machismo, patriarcato e capitale. Hal è ricchissimo e, tramite i soldi che possiede, cerca a tutti i costi di fare emergere il suo lato dominante, senza, però, mai riuscirci. Rebecca, al contrario, è cresciuta nella povertà. Le diseguaglianze di classe sono evidentissime e, più e più volte, emergono nel corso dei dialoghi serrati tra i due personaggi. Il film pone un ulteriore interrogativo. Sebbene Rebecca sembri dominare su Hal, a tutti gli effetti, il coltello dalla parte del manico è nelle mani di chi è compratore nel sex work? La domanda non trova una risposta certa, l’indagine rimane allo spettatore. In ogni caso, comunque, Rebecca, che offre la prestazione, per sicurezza deve avere pronto un modo per ristabilire il proprio dominio.  

Setting e regia

Sanctuary è ambientato nella lussuosa stanza d’albergo di Hal, unico setting del film. Tuttavia, gli spazi e la regia vengono costantemente riadattati ai nuovi contesti e alle nuove tensioni che vengono man mano sviscerate nella pellicola. Margaret Qualley è magnetica e credibile nel ruolo di Rebecca, personaggio mutevole e camaleontico.

Il film uscirà nelle sale italiane il 17 novembre 2022.

Carola Crippa

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