Zlatan Ibrahimovic aveva un fratello maggiore che si chiamava Sapko. La scomparsa del fratello, avvenuta nel 2014, ha profondamente scosso il calciatore che ancora oggi lo ricorda con profondo affetto e tanta tristezza. Insieme al fratello e alla famiglia è cresciuto a Rosengård, un sobborgo di Malmö densamente popolato.

Si è ammalato di leucemia e dopo 14 mesi di lotta contro la malattia è deceduto nel 2014 a 41 anni. I funerali si sono tenuti in forma privata in Svezia con rito musulmano. La salma è stata poi trasportata al cimitero di Malmö. Lo steso Zlatan era presente quando il feretro è stato seppellito. Accanto al calciatore c’erano anche la moglie Helena Seger e i figli Vincent e Maximilian

Il calciatore ha raccontato: “Quando è morto mio fratello Sapko, di leucemia, io c’ero. E mio fratello mi ha aspettato, ha smesso di respirare davanti a me. Papà non ha messo una lacrima. Il giorno dopo è andato al cimitero e ha pianto dal mattino alla sera. Da solo“.

Zlatan Ibrahimovic è figlio di genitori immigrati di origine jugoslava e croata. Suo padre, Šefik Ibrahimović (originario di Bijeljina) è stato un muratore di origine bosniaca, mentre la madre, Jurka Gravic (originaria del comune di Skabrnja) ha lavorato come domestica. Nella sua autobiografia Io, Ibra il celebre calciatore ha confessato l’infanzia difficile trascorsa nel ghetto di Rosengard (in Svezia) dove i suoi genitori hanno avuto difficoltà a sbarcare il lunario e a dare da vivere a lui e ai suoi cinque fratelli (Sapko, Aleksander, Sanela, Violeta e Monika). Proprio in quegli anni il calciatore ha trovato rifugio nella sua grande passione, il calcio. Il padre e la madre si sono separati quando lui aveva soltanto due anni e nella sua autobiografia Ibrahimovic ha confessato: “Dopo la separazione con mamma, sono cresciuto con mio papà. Lavorava tanto per permetterci di vivere. Il nostro frigorifero non era mai pieno, non avevamo tanto da mangiare ma faceva di tutto per darci le alternative giuste. Se non avevo soldi per andare agli allenamenti me li dava lui e non pagava l’affitto del mese”