Le tavole scoperte duranti gli scavi della metropolitana risalgono all’antica Roma

Gli scavi della metropolitana hanno riesumato delle tavole di legno risalenti da circa 2000 anni fa, il Cnr ha stabilito l’età del legno grazie alla dendrocronologia.

Gli scavi della metropolitana della linea C hanno fatto emergere tavole di legno che secondo il Cnr “risalgono al 40 a.C.. Queste furono poi trasportate per 1700 chilometri dalla periferia dell’impero nel nordest della Francia.”

Mauro Bernabei, ricercatore presso l’istituto di bioeconomia del Cnr, ha commentato il ritrovamento del legno. Si ritiene che questo legno sia stato ricavato da alberi abbattuti a poca distanza dal bosco nella zona compresa tra il Massiccio della Giura e l’Alta valle del Reno, a nord della Francia e a ben 1700 chilometri da Roma.

“Una organizzazione incredibile per l’epoca, che solo i Romani potevano predisporre. È probabile che i romani avessero trasportato le tavole verso sud sfruttando le correnti del fiume Saona, poi quelle del Rodano fino alla sua foce. Da lì via mare fino al Tevere e quindi nel cuore di Roma”.

Gli scavi della metropolitana risalgono ai lavori effettuati tra il 2014 e il 2016. Un ritrovamento che per Bernabei aveva dello straordinario per lo stato di conservazione del legno.

“In genere questo materiale si deteriora facilmente, a meno che non si venga a trovare in un ambiente estremamente asciutto, o, all’opposto, in uno estremamente umido. Sotto via Sannio la falda acquifera è molto alta e le tavole sono rimaste a mollo nel fango per tutti questi secoli”.

Il team di archeologi ha lavorato duramente per risalire alla provenienza. La chiave era negli anelli. Come tutti sanno, la datazione di un pezzo di legno si può calcolare dal numero di anelli all’interno dello stesso.

“Abbiamo provato a confrontare la sequenza di anelli di accrescimento delle 24 tavole con il database relativo all’Appennino, ma non abbiamo trovato alcuna coincidenza. Allora abbiamo provato con il database della Germania: c’era qualche elemento in comune, ma non abbastanza”.

Gli scavi romani svelano tavole di legno risalenti a 2000 anni fa. Fonte: Wikimedia Commons
Fonte: Wikimedia Commons

“Poi abbiamo cercato tra i dati francesi, e lì c’è stata la sorpresa: la sequenza di anelli di accrescimento coincideva con quelle delle querce cresciute nel primo secolo dopo Cristo tra il Massiccio del Giura e l’Alta valle del Reno”.

La grande tecnica dei romani

Questa scoperta testimonia che i romani non utilizzavano la loro tecnica soltanto per i prodotti pregiati, come i leoni che usavano contro i gladiatori o i marmi ricercati. Loro mettevano in pratica le proprie abilità logistiche per trasportare anche il materiale che utilizzavano quotidianamente.

Queste tavole infatti, come spiega Bernabei:

“Sono tavole di quercia lunghe 3 metri e 80, come quelle che si trovano oggi da Brico, utilizzate per le fondamenta. Materiale ‘ordinario’, insomma. Eppure le fecero arrivare dai confini dell’Impero organizzandone il trasporto per 1700 chilometri, su tre fiumi e un mare. Segno che per loro era la norma”.

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