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Lo scherzo de Le Iene a Raul Cremona

Scemo più scemo è il titolo dello scherzo de Le Iene di questa settimana a Raul Cremona. Volto storico di Zelig, ora ospite fisso nel salotto di Fabio Fazio, è stato colto di sorpresa dalla nuova trovata della iena Sebastian Gazzarini

Scemo più scemo

I due figli di Raul Cremona sono i protagonisti e complici dello scherzo al loro padre, nei panni di scemo più scemo alle prese con una bravata non proprio elegante. Raul Cremona, comico di successo, rientra da una tournèe. Ad attenderlo a casa suo figlio maggiore, che lo avverte di un pasticcio nel quale si è cacciato suo fratello, famoso deejay e membro del gruppo di produttori musicali Merk & Kremont. Il ragazzo è stato ripreso mentre praticava il cosiddetto “eye ball”, un gioco alcolico in cui la vodka viene versata negli occhi tramite una pompetta, così che il suo effetto possa essere più veloce.

Raul Cremona protagonista dello scherzo de Le Iene - immagine web
Raul Cremona protagonista dello scherzo de Le Iene – immagine web

Raul inizialmente non comprende ma poi guarda il video, ormai online. Al rientro di suo figlio, inizia a rincorrerlo per tutta casa riempiendolo di insulti e avvisandolo che potrebbe in quel modo giocarsi la carriera. Non curante dei rimproveri, il ragazzo fa provare il gioco anche al fratello. È a questo punto che la scena diventa esilarante, con Raul, rimasto in mutande, che predica scenari catastrofici davanti a sé.

Le previsioni sembrano avverarsi, dato che iniziano le telefonate da parte delle più famose testate giornalistiche, fino all’arrivo di una troupe de Le Iene. I figli, che sembrano aver perso il senno, non ascoltano Raul, che continua a urlare di non aprire e si barrica, in accappatoio, nella stanza del figlio, intenzionato a non stare alla provocazione. Quando la situazione sembra tranquilla, Raul esce dalla stanza, accolto da Gazzarini, che lo avverte che era tutto uno scherzo. E così Raul si ritrova ad essere lui vittima di un trucco. Ormai sereno, si raccomanda con i più giovani di non provare l’ “aibal”.

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