Un (piccolo) passo alla volta, la Corea del Nord sembra voler aprirsi nuovamente al mondo esterno, dopo le chiusure estreme in tempo di Covid. Domenica 6 aprile, infatti, la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha ospitato la prima Maratona di Pyongyang dal 2019, una delle rarissime occasioni in cui persone straniere possono interagire con gli autoctoni e visitare la blindatissima capitale.

Alla competizione hanno partecipato all’incirca cinquecento persone, tra le quali più di duecento provenienti da altri Paesi. La gara prevedeva la classica corsa da quarantadue chilometri, la mezza maratona da ventuno chilometri, una corsa da dieci chilometri e una da cinque. A stabilire il percorso è il governo nordcoreano; l’itinerario costeggia i principali monumenti della città, fra cui l’arco di trionfo in onore di Kim Il Sung, il nonno di Kim Jong Un e fondatore della Repubblica.

La Corea del Nord riapre, ma con riserva

Corea del Nord
La Corea del Nord ha ospitato una nuova edizione della Maratona di Pyongyang

Durante la Maratona i controlli diventano leggermente meno rigidi: i corridori possono provare a parlare con i tifosi ai due lati del percorso e anche con i residenti. Prima del 2020, era un appuntamento molto popolare e atteso, che vantava sempre un migliaio di partecipanti. All’evento hanno preso parte atleti e amatoriali provenienti da Russia, Cina, Regno Unito, Singapore, Portogallo, Francia, Germania, Australia, Spagna e Slovacchia. Non hanno potuto iscriversi cittadini di Stati Uniti, Corea del Sud e Malaysia, Stati mal tollerati dalla Corea del Nord.

All’inizio dell’anno, il Paese aveva aperto nuovamente i confini agli occidentali per dei tour guidati, che non includevano Pyongyang ma soltanto la provincia nordorientale di Rasong. Un’iniziativa che lasciava ben presagire, ma che è stata interrotta bruscamente dopo appena due settimane.

Federica Checchia

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