L’Italia vive un periodo di grande paura e psicosi. Ed il calcio assorbe, come una delle migliori spugne, tutte le negatività del momento modificando tabelle di marcia e calendari. La Serie A si è inchinata, ormai in modo ufficiale, all’avanzata dell’esercito di virus che imperversa (e viaggia) nel nostro italico territorio mietendo contagi ed affollando le cronache italiane degli organi di stampa. Una vera e propria minaccia, sotto controllo a quanto si dice, che attecchisce sui fenomeni d’aggregazione di massa.
La massima serie ha deciso, nella giornata odierna, di rinviare ben cinque gare della 26a giornata di campionato per la problematica portata dalla malattia arrivata dalla Cina. Peccato che una giornata di Serie A, a pieno regime, conti la bellezza di dieci partite settimanali. Metà campionato rinviato ed una trasferta ad alto rischio, stavolta di “contagio“, che si svolgerà nella normalità assoluta. Anche se di “normale”, allo stato attuale, sembra esserci ben poco. Evidentemente, il Coronavirus non è uguale per tutti.
Un campionato falsato?
Nuovi rinvii per la Serie A che mettono a rischio, ovviamente, il corso regolare del campionato. Dalla lotta scudetto alla corsa verso la salvezza. Oggi sono state rinviate cinque gare di campionato: Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal e Sassuolo-Brescia. Tutte squadre impegnate a rincorrere i loro obiettivi stagionali. Juventus ed Inter sono in lotta per lo scudetto con la Lazio che alle 15:00 ha battuto il Bologna all’Olimpico andando, momentaneamente, in testa alla classifica. Tutte e tre le società potrebbero recriminare: i biancocelesti avrebbero potuto sfruttare la stanchezza delle rivali che, in questa settimana, sono scese in campo europeo mentre bianconeri e nerazzurri sono costretti a saltare il big-match affollando, ancor di più, un calendario ricolmo di appuntamenti.
Se la corsa all’Europa sembra la meno colpita da queste decisioni (Atalanta, Roma e Napoli scenderanno “regolarmente” in campo), la lotta alla salvezza rischia di essere clamorosamente falsata. Tre sole squadre, delle ultime sette, giocheranno in questo week-end martoriato di Serie A. Parliamo di Lecce, Torino e Sampdoria mentre Brescia, Spal, Genoa ed Udinese sono state bloccate dal provvedimento della Federcalcio. In barba all’uniformità e ai discorsi sulla “contemporaneità” essenziale degli eventi. Le cinque gare rinviate saranno giocate il prossimo 13 maggio mentre la finale di Coppa Italia slitta al 20 dello stesso mese. Calendario super affollato che potrebbe falsare la regolarità della Serie A. Ma era davvero necessario? Pensando a Lecce-Atalanta, forse no.
Serie A: Lecce-Atalanta avrà anche i tifosi bergamaschi
Qualcosa, onestamente, non torna. La Serie A blocca diversi eventi per la minaccia del Coronavirus e permette ai tifosi dell’Atalanta di andare, tranquillamente, in trasferta a Lecce? Siamo un po’ confusi. Ma gli orobici sono ancora la squadra che difende i colori di Bergamo? E Bergamo non si trova in Lombardia, una delle regioni più colpite dall’ondata di virus arrivata dalla Cina? Perché la trasferta non è stata vietata ai supporters della Dea? I tifosi dell’Atalanta, prima di accedere al “Via de Mare“, saranno sottoposti allo scanner termico in concomitanza dei tornelli per entrare nell’impianto sportivo dei salentini. Esattamente le stesse procedure che si attuano in diversi aeroporti.
Peccato che il virus abbia un’incubazione lunga che, molto spesso, rende vano il test dello scanner. E nel frattempo, qualche untore potrebbe portare in Salento il Coronavirus creando un nuovo focolaio di contagio. Non si potevano disputare la partite a porte chiuse? La decisione di mandare in trasferta i tifosi dell’Atalanta cozza terribilmente con il rinvio delle cinque partite della 26a giornata. Cozza con l’allarmismo e con la prevenzione attuate fin qui. Cozza con il buonsenso e con la regolarità del campionato che, inevitabilmente, potrebbe diventare falsato. Ma evidentemente il Coronavirus non è uguale per tutti…
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