Calcio

Serie A regina dei calci di rigore: applicazione del regolamento o eccessiva fiscalità?

Serie A: 178 rigori in 360 partite; La Liga: 148 rigori in 380 partite; Premier League: 92 rigori in 380 partite; Ligue 1: 87 rigori in 279 partite; Bundesliga: 72 rigori in 306 partite. È questo il dato che emerge quasi al termine di tutti maggiori campionati europei (eccezion fatta per la Serie A, in dirittura d’arrivo con due giornate ancora da disputare). Un record che apre ad interpretazioni, numeri che fanno certamente discutere. Analizziamo il problema a monte: la maggior parte di questi calci di rigore è stata concessa per falli di mano. Sappiamo bene come, da quest’anno, per smarcarsi dal dilemma volontario/involontario, il nuovo regolamento mette in grande rilevanza la posizione delle braccia come discriminante per determinare la regolarità dell’infrazione in questione.

A beneficiarne maggiormente finora, nel corso del massimo campionato italiano, sono state Lazio (18), Genoa (16), Juventus e Lecce (14), come riportato da Transfermarkt.it. Dati che, se presi da soli, potrebbero far pensare anche ad una giusta ricompensa per le squadre che presenziano molto nell’area avversaria. Se non fosse che la maggior parte di questi penalties proviene proprio da tocchi proibiti.

Immobile tira un calcio di rigore in Serie A (Getty Images)
Immobile tira un calcio di rigore in Serie A (Getty Images)

In Serie A regnano furbizia o poca tecnica?

Un altro aspetto del dato sui calci di rigore è sicuramente quello della malizia. I calciatori troppo spesso, ultimamente, cercano il contatto delle braccia avversarie con il pallone; cosa che mette a serio rischio troppe situazioni difensive. Passi il punire le braccia larghe che, in ogni modo interrompono o condizionano il gioco, è invece assurdo pensare che qualsiasi tocco con la mano possa diventare sanzionabile con la massima punizione. A volte, abbiamo assistito a tiri dal dischetto generati da situazioni davvero al limite con il braccio staccato di pochissimo dal resto del corpo. Oppure, il tocco è arrivato mentre il difendente nemmeno guardava la sfera. Basti pensare ad uno dei rigori più discussi ultimamente: quello di De Roon contro la Juventus con il calciatore che, mentre si gira, viene colpito dalla sfera.

“Il regolamento è questo in Italia, ma solo da noi. Nel resto del mondo non si assegnano questi rigori. Oggi è capitato contro, fine. Gli tagliamo le braccia. Hanno dato tanti rigori così. Il problema non è il regolamento ma l’interpretazione”.

Gian Piero Gasperini dopo Juventus-Atalanta 2-2 che, di fatto, ha escluso gli orobici dalla corsa scudetto vinta proprio dai bianconeri. Rigori o non rigori, due cose appaiono davvero lampanti: l’Italia è il campionato che ne assegna di più e che, per il prossimo anno, bisognerà uniformare il giudizio di tutti gli arbitri. Var o non Var.

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