Serie C Amarcord: l’anno di Parma e Taranto

Oggi vi raccontiamo la seconda edizione della Serie C a girone unico, quella della stagione 1953/54.

Vi avevamo raccontato qualche settimana fa la prima volta della Serie C a girone unico, terminata con la promozione in Serie B di Pavia ed Alessandria, mentre oggi ci occuperemo della cavalcata di Parma e Taranto. Entrambe avevano già ben figurato l’anno precedente, quinti gli emiliani e terzi i pugliesi. Le due formazione la spuntarono di un solo punto su un coriaceo Venezia che si arrese solo nelle giornate finali.

La stagione era iniziata il 13 settembre del 1953 con al via le 18 squadre previste dal nuovo format, con Siracusa e Lucchese retrocesse dalla B e Carrarese, Lecco, Catanzaro e Carbonsarda promosse dalla quarta serie.

Fin dalle prime giornate Parma e Taranto presero la testa della classifica. I pugliesi per essere precisi all’epoca si chiamavano Arsenaltaranto ed erano ancora legati alla Marina Militare, che uscì poi dalla proprietà nel 1955. Soprattutto il Parma ebbe un avvio bruciante con sette vittorie consecutive, con la prima sconfitta solo alla decima giornata: Empoli-Parma 2-0.

All’ultima giornata il Parma arriva già promosso con 42 punti, 40 ne ha il Taranto e 39 il Venezia.

Il calendario prevede proprio la sfida tra  Parma e Taranto in casa dei pugliesi. Ci sono 15.000 persone allo stadio. Dirige un giovane arbitro di Siracusa destinato a grandi glorie future, Concetto Lobello. Il Taranto segna subito, dopo due minuti con Castignani e nulla muta fino al termine. Si scatena la festa “in un tripudio di folla e in un frastuono di mortaretti le due squadre, con gli allenatori e i dirigenti, con l’arbitro e i segnalinee, si sono riunite al centro del campo. Dove si è portato anche il Prefetto di Taranto, dott. Galpa per rallegrarsi con le due neopromosse in Serie B” scrive lunedì 31 maggio 1954 il Corriere dello Sport. A nulla servirà così il successo del Venezia 2-0 con l’Empoli.

In coda invece si fa precaria fin da subito la posizione del Mantova , due sole vittorie nel girone d’andata, quattro a fine campionato. Anche Pisa e Lucchese, quest’ultima alla seconda retrocessione consecutiva, devono presto rinunciare alle speranze di salvezza. I pugliesi del Toma Maglie invece restano in lotta con la Carrarese fin quasi alla fine, cedendo poi con 28 punti contri i 31 dei toscani.Tutte e quattro le neopromosse riescono così a salvarsi, fatto che non avviene certo spesso.

Capocannoniere del torneo fu un giocatore del Piacenza, Silvano Mari con ben 22 reti. Mari è parte di un tridente, con Amedeo Bonistalli e Alfredo Arrigoni, detto il Trio Primavera, che complessivamente realizzerà 45 gol permettendo al Piacenza una tranquilla salvezza. L’anno successivo, per problemi economici della società, tutto il trio sarà ceduto e Mari finirà proprio al Taranto, con cui giocherà tre stagioni in B. Non troverà però più la vena realizzativa del 53/54 e finirà col tornare a Trento, la società che lo aveva lanciato per quattro anni in Serie D e poi tre nel Merano, sempre in D, dove chiuderà la carriera. Nato a Firenze il 2 maggio 1929 Silvano Mari morirà prematuramente a soli 45 anni a Trento nel settembre del 1974.

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