Calcio

Serie D, quale futuro per il campionato?

Le conseguenze del Coronavirus, come prevedibile, si rifletteranno (molto duramente) su molte società di Serie D. Queste, senza gli incassi al botteghino o dagli sponsor, anch’essi in difficoltà, rischiano di scomparire. E intanto tiene banco la questione di un’eventuale ripresa del campionato, anche a seconda di quello che dirà il Governo nelle prossime settimane.

Serie D, un campionato a rischio

Molte sono state le personalità della Serie D ad esprimere il proprio parere su un’eventuale ripresa del campionato. Alcuni sostengono che sia possibile ripartire col campionato non appena le condizioni di salute in Italia saranno tornate positive, anche al costo di giocare d’estate. Altri vedono questa ipotesi come insostenibile, ritenendo che siano da congelare i campionati e procedere con promozioni e retrocessioni.

Qualche giorno fa Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, aveva spiegato a Sportitalia:

“Vogliamo metterci 40 giorni per chiudere il campionato. Ripartiamo dall’ultima giornata e si completa il campionato (8 partite nei Gironi del Sud e 11 per quelli di Centro e Nord). A seconda delle condizioni ci si potrà allenare quanto prima, ma dobbiamo attendere i fatti: con il 14 aprile si chiude con un provvedimento del Governo. Noi siamo pronti a discutere il tutto. Raggiungeremo il risultato”

Anche Rocco Arena, imprenditore siciliano presidente del Messina, aveva parlato ai microfoni della Gazzetta del Sud:

“Ho contattato l’assessore alla protezione civile e mi sono reso disponibile per reperire 500 mila mascherine […], cinquantamila delle quali le doneremo noi come società. Il sindaco De Luca era entusiasta e si è attivato immediatamente. Presto le prime 60 mila dovrebbero arrivare a Messina”

Arena, in merito al futuro della Serie D, aveva poi detto:

“Ne discuto spesso […]. Ritengo che, in ogni caso, anche se si tornasse in campo tra alcuni mesi, sarebbe un campionato falsato. Siamo fermi da troppo tempo. I calciatori sono a casa da tanto, sarebbe come ripartire da zero. Interruzione definitiva? Sarebbe difficile, lascerei la gestione allo Stato […]. Mi auguro ci sia un decreto che venga incontro alle società che hanno investito. In questo momento neppure il Palermo si può considerare matematicamente in Lega Pro, anche noi avremmo potuto vincere campionato. Non sarà facile trovare una soluzione. Si rischia di innescare una serie di ricorsi”.

La voce di Mantova, dopo aver contattato alcuni dirigenti di Serie D, ha riportato ulteriori pareri su un’eventuale ripresa del campionato. Il consigliere del Fiorenzuola Luca Baldrighi ha detto loro:

“La ripresa è un’utopia. Non ci sono le condizioni di sicurezza per i tesserati e gli addetti ai lavori. Senza contare che i giocatori non si allenano da troppo tempo e necessiterebbero di 2-3 settimane prima di tornare in campo. Ma a quale rischio dovrebbero farlo? […] E il pubblico? Giocare a porte chiuse in D sarebbe avvilente. Senza incassi, e con le aziende in crisi, verrebbero meno le principali fonti di sostentamento dei club di Serie D. Meglio finirla qui: due terzi del campionato si sono disputati, quindi congeliamo le classifiche e pensiamo all’anno prossimo. Noi ci teniamo il nostro bel secondo posto e il Mantova, che ha meritato di vincere il campionato, va in C”.

Simili le idee del presidente della Vigor Carpaneto Giuseppe Rossetti, anche lui raggiunto da La voce di Mantova:

“Mi appello al buon senso della Federazione. Cosa facciamo, ripartiamo a giugno giocando a 30 gradi dopo 4 mesi di stop? E se il virus torna indietro e contagia qualche giocatore, sospendiamo di nuovo tutto? Io per primo non mi perdonerei un’eventualità simile. In questo momento le priorità sono altre […]. Le aziende sono in crisi, senza incassi e sponsor le società fanno fatica a sostenere determinate spese. […] Sperare in una ripresa è assurdo”

Ad oggi è impensabile decidere se riprendere o no. Sicuramente le idee sia del Governo che della Lega saranno più chiare nelle prossime settimane, dopo aver visto se i contagi saranno effettivamente diminuiti. Ma il rischio di non concludere il campionato, almeno per la Serie D, è piuttosto alto.

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