Bentornati nell’universo cinematografico di Movie Award. Nello scorso appuntamento siamo stati a Cannes per parlarvi di “Pulp Fiction” di Tarantino. Ora riprendiamo il nostro aereo e dirigiamoci in America per parlarvi della sorprendente vittoria agli Oscar  con ben 7 statuette di uno di uno dei film romantici per eccellenza. Un pellicola che vede il grande drammaturgo William Shakespeare alle prese con un blocco creativo: “Shakespeare in Love” di John Madden.

Shakespeare in Love e la forza dell’amore

Nel 1998 arriva sul grande schermo “Shakespeare in Love”, la romantica storia d’amore  tra William Shakespeare e Lady Viola sullo sfondo della nascita del famoso dramma “Romeo e Giulietta”. Una storia d’amore che può a prima vista apparire stucchevole ma che basa la propria forza anche sulle bellissime scenografie e i perfetti costumi d’epoca. Inoltre il film viene arricchito da un cast eccezionale con, tra gli altri, Joseph Fiennes e Gwyneth Paltrow che vinse anche un Oscar come miglior attrice protagonista per il ruolo di Lady Viola.  Ciò nonostante questo originale racconto shakespeariano è stato anche visto come falso visto che, secondo gli storici, Shakespeare sposò a soli 18 anni Anne Hathaway. Con queste promesse grazie all’effetto dell’ amore e di qualche lacrimuccia questo film è riuscito ad avere un ottimo successo tanto da arrivare alla notte degli Oscar 1999 con ben 13 candidature.

Il trailer di Shakespeare in Love

La campagna di Harwey Weinstein

In corsa per l’Oscar più ambito, quello al miglior film, c’era quell’anno “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg. Si tratta di un film più duro e intenso di quello di Madden con un racconto drammatico che aveva conquistato il pubblico tanto da incassare oltre 200 milioni di dollari. Era anche la notte della consacrazione di Roberto Benigni che avrebbe trionfato, tra l’altro, come miglior attore protagonista e miglior film straniero. Tutti si aspettavano che fosse anche la notte di Spielberg ma non fu così. L’Oscar al miglior film andò a “Shakespeare in Love” grazie al grande lavoro dietro le quinte di Harvey Weinstein. Il potente produttore hollywoodiano aveva speso infatti milioni di dollari per campagne pubblicitarie dirette agli stessi membri dell’Academy.  Così Spielberg dovette accontentarsi dell’Oscar alla miglior regia nonostante avesse realizzato un capolavoro con uno degli attori più quotati come Tom Hanks.  

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