Shang-Chi e la leggenda dei Dieci anelli, è il venticinquesimo film Marvel tratto dal personaggio ideato dalla Marvel Comics. Il film uscito in Italia il 1° settembre 2021 ha riscontrato il successo del pubblico, e ora è stato commentato dal responsabile degli effetti visivi il quale ha svelato come alcune scene siano state girate dal vivo, usufruendo pochissimo del CGI; vediamo quali sono le sequenze citate.
Successo e curiosità di Shang-Chi
Chi pensava che la poca notorietà dell’eroe Shang-Chi avrebbe significato un flop al botteghino, si sbagliava di grosso.
Infatti il film Shang-Chi e la leggenda dei Dieci anelli ha registrato un importante successo, ritrovandosi al nono posto dei film con maggiori incassi del 2021 e raccogliendo commenti positivi dalla critica.
A dirigere la pellicola è Destin Daniel Cretton, confermato per guidare il team di creativi in Shang-Chi 2, e che è riuscito a catturare il pubblico con combattimenti avvincenti, ben costruiti, belli da seguire, e descrivendo un supereroe totalmente nuovo capace di catalizzare l’attenzione.
In merito al film, recentemente il responsabile degli effetti visivi Joe Farrell, durante un’intervista, rilasciata a ComicBook, ha spiegato dei retroscena riguardo alla realizzazione della pellicola; dettagli che ci aiutano a percepire tutta la cura e l’attenzione che c’è stata dietro al prodotto finale.
Farrell ha spiegato come nella scena d’apertura del film che ritrae come Wenwu, padre e antagonisti di Shang-Chi, per mille anni abbia sfruttato il potere dei Dieci anelli per manipolare gli avvenimenti a proprio vantaggio. Tra le varie sequenze ce ne è anche una nella quale lo si vede andare a cavallo e sconfiggere vari soldati, si tratta di una scena per cui in fase di realizzazione è stata sfruttata poco l’uso del computer grafica, prediligendo il girato dal vivo.
“Credo che il nostro mantra sia sempre quello di cercare di filmare il più possibile dal vivo. E quelle particolari sequenza nell’apertura del film sono state girate dalla seconda unità, a Sydney, in Australia– ha spiegato Farrell-
Abbiamo avuto l’incredibile opportunità di lavorare con questo team di stuntmen ed erano tutti dei cavalcatori incredibili. Penso venissero dalla Mongolia. Hanno fatto delle cose incredibili con i cavalli. Noi siamo limitati solo dai costi e dalla quantità di budget a disposizione. Avevamo circa 50, 60 cavalli e circa duecento soldati. Questo è il bello del girare dal vivo il più possibile, il resto era tutto ricostruito in digitale”.
Un particolare che, anche se si è venuti a conoscenza solo ora, ha reso la dinamica visibile sul grande schermo molto più accattivante. Un’attenzione che ha contribuito ad assegnare un grande successo al prodotto finale, tanto che appena 3 mesi dopo la distribuzione del film è stato annunciato il progetto di un sequel.
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